Politica
25 Luglio 2022
I cittadini hanno avanzato una serie di quesiti al sindaco Fabbri e al vice Lodi, ma non hanno ottenuto nessun riscontro: "Vengano a parlare con noi di questo progetto"

Biogas a Villanova. Le dieci domande all’amministrazione comunale senza risposta

di Davide Soattin | 4 min

Leggi anche

La proposta di dignità: una Casa dei rider

Un luogo in città dove i rider possano attendere le chiamate, riposarsi e accedere a servizi essenziali. È questa la proposta contenuta nell’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali del Partito Democratico Enrico Segala e Matteo Proto

(archivio)

Non tende a placarsi la preoccupazione dei cittadini di Villanova per la prosecuzione dell’iter burocratico autorizzativo per la costruzione dell’impianto di produzione di biogas in via Ponte Assa.

Un progetto su cui i residenti della zona esigono chiarezza e trasparenza da parte del sindaco Fabbri, dell’assessore Lodi e di tutti i consiglieri comunali, a cui ora viene chiesto di “riprendere in carico il rapporto con tutti i cittadini, di mettere in campo le proprie risorse tecniche per garantire informazioni corrette e imparziali, di coinvolgere e coordinare le altre istituzioni e associazioni interessate e di garantire una pianificazione degli interventi sul territorio non subordinata ad altri interessi”.

Una serie di richieste con cui si esorta il Comune a “venire a parlare con noi di questo progetto per rispondere ai tanti dubbi e domande che non hanno ancora avuto risposta” come quelle relative ai “rischi di inquinamento delle acque, dell’aria e al rumore prodotto”.

Ad avanzarle è Sandra Travagli, tra le prime a muoversi per far luce sul progetto di costruzione della centrale, che ora chiede “come sarà rilevata la ricaduta dell’inquinamento sulle persone e sull’ambiente sia nelle vicinanze della centrale che nelle zone limitrofe?” e se è “consentito dai regolamenti comunali costruire una centrale così vicina alle case, al borgo e alla frazione?”.

Ma non solo. “È vero che i liquami degli allevamenti zootecnici, la pollina, gli scarti dell’industria agro-alimentare che servono alla centrale, provengono da altre province e dovranno fare mediamente 70 km per arrivare fin qui?” si domanda, prima di chiedere ancora “come è stato quantificato l’aumento del traffico, il passaggio di mezzi pesanti e trattori con rimorchio che porteranno il materiale alla centrale e trasporteranno poi il digestato per lo spargimento nei campi?”.

La sesta delle dieci domande riguarda poi la comunicazione alle frazioni vicine di Albarea, Viconovo, Denore e Parasacco, oltre che ai Comuni limitrofi che utilizzano le stesse strade, per capire se effettivamente “siano stati coinvolti” e lo stesso viene domandato anche per gli agricoltori e le loro associazioni di categoria, con l’obiettivo finale di “condividere questi studi e conoscere le effettive disponibilità di prodotti nel territorio e gli effettivi vantaggi economici”.

“Perchè non sono state date informazioni corrette e condivise da tutti fin dall’inizio e ora si devono trovare soluzioni che peseranno in ogni caso sul futuro di questa comunità?” aggiunge Travagli, prima di arrivare all’ultima domanda – ancora senza risposta, così come le altre – con cui chiede all’amministrazione comunale se siano “state indagate le caratteristiche del territorio, le coltivazioni prevalenti, le previsioni per i prossimi anni anche in relazione al problema della siccità e della necessità di usare in maniera attenta l’acqua anche in agricoltura”.

“Le frazioni e le zone rurali – spiega – hanno indubbiamente maggiori difficoltà rispetto alle aree urbane a far conoscere le loro caratteristiche, le loro specificità, i loro problemi e soprattutto c’è, a mio avviso, una difficoltà oggettiva ad una presa in carico collettiva delle problematiche di queste parti del territorio comunale. Nel silenzio generale sta per essere autorizzata infatti la costruzione di una delle più grandi centrali della nostra Regione per la produzione di biometano, che dovrebbe essere realizzata in deroga al Regolamento Urbanistico Edilizio, perché non rispetta le distanze da alcuni edifici – abitati – significativi dal punto di vista storico, dal nucleo abitativo di Borgo Berta, e coinvolgendo molte altre abitazioni e le frazioni vicine”.

Ma i cittadini non ci stanno e nemmeno si danno per vinti, lanciando un altro appello al mondo della politica ferrarese: “Sarà una centrale che lavorerà 100.000 tonnellate all’anno di biomasse e reflui zootecnici e che avrà tante conseguenze sull’ambiente, sul paesaggio, sulla vita delle persone, ma che rimane tuttavia un problema di questa zona ristretta, anzi delle strette vicinanze della futura centrale, più ancora dei pochi residenti che non la vogliono vicino a casa loro a fronte della necessità imprescindibile di contribuire al fabbisogno energetico del Paese. Non può essere così. Per il rispetto del territorio e delle persone che lo abitano non sono accettabili semplificazioni quando i progetti hanno impatti rilevanti e forse irreversibili e deve avere pieno diritto l’opposizione alla loro realizzazione“.

“Nel caso della centrale in progetto – chiude Travagli – possono essere pericolose letture ideologiche o tecniche scollegate dalla conoscenza delle realtà specifiche e può essere ancor di più pericoloso, a mio avviso, delegare la società che realizzerà la centrale stessa a gestire l’informazione, il rapporto con i cittadini e il consenso del territorio. Il Comune sostiene con il suo progetto ‘Con le frazioni’ che: ”Stare vicino ai cittadini significa, infatti, non solo ascoltarli ma anche dare riscontro alle loro richieste”. Noi siamo qui, e aspettiamo risposte“.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com