Frontale sulla via Bondeno, Fiat 500 si ribalta: tre feriti trasportati a Cona
Violento frontale sulla via Bondeno nella tarda serata del 23 luglio: una Fiat 500 si ribalta, tre feriti non gravi trasportati all'ospedale di Cona
Violento frontale sulla via Bondeno nella tarda serata del 23 luglio: una Fiat 500 si ribalta, tre feriti non gravi trasportati all'ospedale di Cona
Un uomo di 76 anni è rimasto ferito nella giornata di venerdì 24 luglio dopo essere stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali a Bosco Mesola, attorno alle 18.45
Resta ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Bologna, senza essere in immediato pericolo di vita, il bimbo di poco più di un anno che giovedì (23 luglio) mattina era stato travolto da un'auto mentre tentava di recuperare un pallone finito sotto le ruote del veicolo
Sono 1.274 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco nel territorio ferrarese dal 15 luglio, in seguito alle tre violente ondate di maltempo che hanno colpito la città e la provincia
La Corte di Appello di Bologna ha rigettato il ricorso presentato da Coop Alleanza 3.0 e confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ferrara che ha dichiarato l'illegittimità del provvedimento contro la dipendente Floriana Fraboni
Non tende a placarsi l’emergenza personale per i servizi educativi e scolastici del Comune di Ferrara, ogni giorno impegnati nel campo dell’educazione delle persone minorenni della nostra città e delle politiche a sostegno delle loro famiglie.
A denunciare la preoccupante situazione sono le Rsu comunali, che spiegano come a oggi “mancano insegnanti, personale ausiliario, coordinatori, personale amministrativo e anche il dirigente del servizio che, dopo un anno alla guida del servizio, è ora ‘passato’ alla Provincia ed è in comando al Comune di Ferrara per soli due giorni a settimana”.
“Il personale inadeguato, come definito dal direttore generale (Mazzatorta), in questi ultimi due anni – aggiungono – si è trovato in prima linea ad affrontare situazioni lavorative al limite: docenti di nidi e scuole d’infanzia, che hanno dovuto fare doppi turni di lavoro di nove ore frontali con i bambini perché non venivano assunte supplenti a coprire le malattie delle colleghe, i permessi per L.104, i congedi parentali per malattia dei figli”.
Le Rsu proseguono: “Nelle sezioni di nidi, isolate in ‘bolle’, a causa delle procedure anti-Covid, lavorava in solitaria un insegnante con 12-18 bambini al pomeriggio tra le 14 e le 17 (con rischio per la sicurezza dei bambini al momento del risveglio e del cambio in bagno). Per le scuole materne vale lo stesso ragionamento. Bambini fragili, certificati per disabilità, sulle cui sezioni tardava ad essere assegnato l’educatore di sostegno o veniva assegnato per un numero di ore insufficiente”.
“Spesso – vanno avanti – il personale docente e non docente si è trovato a doversi arrangiare di fronte a situazioni complesse, anche perché il numero dei coordinatori si è ridotto e i loro compiti sono stati smistati tra quelli rimanenti, che con la pandemia hanno avuto un ulteriore carico
di mansioni burocratiche da gestire”.
In più, la mancanza di personale amministrativo ha significato “l’arenarsi di tante pratiche: tra le altre quelle per l’acquisto di materiale didattico di uso comune come tempera, colla, fogli e libri” e il turnover dei dirigenti “due in due anni, uno dei quali – spiegano provvisorio a tempo ridotto fino alla fine di settembre, non è certo rassicurante: chi si assumerà la responsabilità di guidare una realtà così complessa?”.
“Se aggiungiamo – evidenziano – la mancata volontà di stabilizzare il personale docente che, pur essendo assunto a tempo determinato, ha in questi anni garantito il funzionamento dei servizi e le condizioni precarie e non dignitose nelle quali versa il personale non docente assunto tramite agenzia interinale, il quadro diventa completo”.
Le Rsu del Comune di Ferrara concludono: “La trascuratezza nei confronti di un servizio così importante per la crescita e il benessere psicofisico delle nuove generazioni (che peraltro sappiamo essere provate da due anni di pandemia) a cosa porterà anche in termini di ricaduta sociale nel futuro prossimo? Bisogna prendersi cura di tutto questo, perché è troppo facile non nutrire una pianta e poi estirparla perché sta morendo”.
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