Dopo la denuncia di Cgil, Cisl e Uil sulle gravi carenze di organico all’ospedale di Cona, anche il sindaco Alan Fabbri si schiera dalla parte dei sindacati, ribadendo la necessità di “ragionare insieme sui temi del personale, della qualità delle eccellenze nei nostri ospedali e sul tema del nostro pronto soccorso, che non credo sia gestito nel modo migliore, come testimoniano i tempi di attesa di un servizio di primaria importanza per la salute dei cittadini“.
“L’auspicio – aggiunge il primo cittadino – è che l’obiettivo di mandato principale, che era quello della fusione delle due aziende con un tavolo già iniziato in Regione, e che si arrivi dunque nel minor tempo possibile ad avere una capacità programmatica migliore tempo possibile per tenere le intelligenze che gestiscono la nostra sanità sul territorio e recuperarne il più possibile”.
Fabbri conclude: “Non abbiamo vissuto anni facili, ma ho visto Ausl e AouFe lavorare per molto tempo e ottenere risultati encomiabili per la lotta al Covid-19, per quel che riguarda l’approvvigionamento, la preparazione e la gestione del personale socio-sanitario. Oggi abbiamo l’opportunità per guardare oltre, ma chiediamo un aiuto e un’attenzione particolare al presidente Bonaccini, all’assessore Donini e alla giunta regionale per tutto quello che è di loro competenza nella gestione, nel bilancio e nelle decisioni di ripartizione delle risorse a livello regionale da Piacenza fino a Rimini”.
“Siamo a conoscenza del tema del pronto soccorso” risponde Paola Bardasi, commissario straordinario dell’AouFe, che però evidenzia con una serie di dati come l’attività dell’ospedale di Cona sia comunque in ripresa, dopo la pandemia, per cui sia l’Azienda Ospedaliero-Universitaria che l’Ausl hanno speso rispettivamente 14 e 18 milioni di euro.
“Nel 2021 – sottolinea – abbiamo avuto un 21% in più di prestazioni specialistiche, un 5% in più di ricoveri al netto dei ricoveri Covid e, accanto a una maggiore attività comportata dai reparti Covid e Covid-Free, con un indice di saturazione dell’ospedale sempre oltre al 100%, siamo riusciti a implementare l’attività chirurgica del 6.1%, avvicinandoci al 2019. Abbiamo attualmente solamente 150 casi di interventi chirurgici da recuperare e insieme all’Ausl abbiamo iniziato a lavorare sulle liste d’attesa. Nel 2019 abbiamo fatto 130mila visite di controllo e nonostante sia stato un percorso complicato, l’AouFe è riuscita a chiudere anche con un leggerissimo utile“.
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