Politica
29 Marzo 2022
Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Gente a Modo, Gruppo Misto e Azione Civica insieme per contestare il modus operandi dell'amministrazione. Fusari: "Sembra un po' amministrare on-demand per mantenere il consenso"

Dup e Bilancio, le opposizioni contro la giunta: “Dialogo nullo e mancanza di progettualità”

di Davide Soattin | 5 min

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Ucraina, servizi comunali, Pnrr, comunità energetiche e disuguaglianze sociali. C’è la mancanza di risposte concrete a queste problematiche – sia all’interno del Dup che nel Bilancio di Previsione 2022-2024 – al centro della conferenza stampa indetta da Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Gente a Modo, Gruppo Misto e Azione Civica.

Un’agorà politica necessaria – spiega Dario Maresca, capogruppo di GaM – per far fronte a “una carenza istituzionale importante” dopo che la “discussione in Consiglio comunale finisce sempre per bypassare le nostre proposte, senza lasciare spazio a nessun confronto“.

Per Francesco Colaiacovo, capogruppo del Pd, uno degli elementi di “maggiore crisi” della giunta leghista da attenzionare sta nel “rapporto con il personale” che lavora negli uffici comunali.

“Finché c’erano progetti già finanziati – attacca il dem – questa amministrazione ha proceduto non sempre in maniera felice ad appaltarli, ma pian piano si sta esaurendo il patrimonio lasciato da chi c’era prima e lo dimostra la fatica ad accedere ai bandi e a progettare un nuovo pensiero, per cui si passa a una macchina comunale inceppata nelle sue funzioni principali: dai servizi sociali, all’urbanistica fino ai servizi demografici”.

“Quello che nel 2019 doveva essere il ricambio generazionale di Alan Fabbri – prosegue – ha portato allo stato attuale un depauperamento di quello che è il patrimonio umano della nostra città. Ci si vanta in maniera populista di aver ridotto le spese di personale e allo stesso tempo non si fa fruttare la capacità assunzionale previste per legge. I servizi importanti non funzionano e sono bloccati, creando problemi ai cittadini. A ciò si aggiunge la chiusura degli uffici decentrati del Comune in periferia”.

Da qui le critiche a una politica nelle frazioni che non rispecchia le reali esigenze delle comunità: “Non esiste un pensiero tra il centro città e la vastità del territorio comunale, come dimostra il giochino dell’apecar con cui si vanno a raccogliere le richieste dei cittadini e a cui non si danno risposte. E poi non c’è l’idea di rendere nuovamente attrattive le frazioni. Ragionare su di esse vuol dire ragionare sulle funzioni e sui servizi da riportare sul territorio, ma su questo non c’è un pensiero. Diversamente viene molto facile fare annunci con post sui social network perché dove non si investe nel personale si investe sulla comunicazione“.

A non essere presente nei documenti analizzati – secondo Anna Ferraresi del Gruppo Misto – è poi una prospettiva sul presente, soprattutto per quel che riguarda la situazione ucraina che non “esiste e non è contemplata” anche se “inciderà in futuro a livello economico e sociale con la diminuzione del Pil e l’aumento del caro prezzi di beni alimentari e carburante”, come lei stessa aveva fatto notare durante l’approvazione in Commissione consiliare.

Ma non solo. La neo entrata in Italia Viva esprime tutta la sua contrarietà per la mancanza di una progettualità concreta anche su smart working e imprenditoria giovanile, a tal punto che “la città delle nuove generazioni contemplata nel Dup finisce per scontrarsi con la mancanza di progetti e spazi” al pari della pianificazione strategica “in cui rientrano moltissime riqualificazioni, ma a venire meno è la visione di una nuova città“.

“A mancare – rincara la dose Roberta Fusari di Azione Civica – è proprio una visione, nuova o vecchia che sia. Non c’è una programmazione, non ci sono strumenti di programmazione e non vengono date risposte a chi ha bisogni. Un esempio? Non avere un Piano Urbanistico significa non riuscire a dare risposte alle imprese. C’è un’incapacità di interlocuzione e di gestire le proposte, le richieste e le necessità. E i contributi a pioggia minimi che arrivano dal bilancio comunale sono sempre per i soliti tipi imprese“.

A preoccupare la capogruppo è soprattutto la situazione relativa al Pnrr e alle opportunità perse in materia di alloggi Erp: “Rinunciare a 35,5 milioni di euro per fare nuove case pubbliche oppure ristrutturare le esistenti è gravissimo, soprattutto quando abbiamo 700 famiglie nelle liste che hanno diritto ad avere una casa pubblica. Il Comune non partecipa a questi bandi senza giustificare il perché, salvo togliere dal bilancio comunale 750mila euro per ristrutturare quelle già esistenti. Poi però il racconto è che stanno facendo tanto sulle case popolari, ma la realtà è che l’unica cosa che hanno fatto è stata trascinare il Comune in tribunale, perdere un sacco di tempo e la faccia in seguito alla condanna, per decidere chi avesse più diritti, mentre l’unica cosa da fare era costruire nuove case“.

“Sono anche – aggiunge Fusari – state bocciate proposte fatte dalla stessa amministrazione, come nel caso del bando di via delle Erbe, che è finito per essere sospeso. Sul Dup non c’è quasi niente di ciò che viene poi candidato sul Pnrr. Ma come si fa a individuare quali sono i progetti più importanti per questa comunità se non c’è un’idea da cui partire? Sembra un po’ amministrare on-demand, dove i cittadini domandano e si danno le risposte, per rispondere alla necessità di mantenere consenso senza avere una visione di dove sta andando l’amministrazione”.

Assente nel Dup anche il tema dell’energia, come sottolinea Tommaso Mantovani del Movimento Cinque Stelle, soffermandosi sul problema delle comunità energetiche, definendo la legge 8 del 2020 un deciso “passo da gigante” se calata nella direzione dell’autonomia energetica e sostenibile e collegata al Superbonus 110% a tal punto da “segnare una svolta“. Una mancanza di cui già aveva parlato nei giorni scorsi in una conferenza stampa appositamente convocata.

“Purtroppo però – spiega il capogruppo dei pentastellati – non si è visto niente nel Bilancio di Previsione su questo e per il Pnrr ho anche provato a proporlo. A me non interessano le barriere ideologiche. Anzi, discutiamo idea per idea. Ciononostante abbiamo avuto poco ascolto. Io ho visto solamente nei progetti per il Pnrr un accenno ai 16 palazzoni di viale Krasnodar, ma un progetto preciso che metta in tutto questo procedimento non c’è. Così come nella diversificazione delle fonti energetiche. Siamo davanti a un momento irripetibile e non credo ci sia ancora tempo da perdere”.

Infine, poca attenzione è stata data anche al discorso relativo alle pari opportunità. Lo evidenzia Deanna Marescotti, consigliera del Pd in quota Psi: “L’emergenza pandemica e ucraina dell’ultimo periodo richiedono alle amministrazioni un impegno in termini di idee per ridurre i disagi e le differenze. Di tutto ciò però non c’è accenno. Non parlo soltanto della presenza di fondi, ma anche dell’assoluta assenza di impegno al confronto con chi da sempre si occupa di queste questioni o di chi subisce i problemi perché i provvedimenti opportuni nascono dal confronto tra le persone. Ma qui la partecipazione è impossibile“.

 

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