Si aggravano molto le accuse a carico di Davide ‘Magno’ Magnani, l’uomo di 54 anni che venne arrestato dai carabinieri lo scorso mese di marzo con l’accusa di aver fatto prostituire una giovane studentessa di 20 anni, organizzandole incontri di gruppo tramite annunci pubblicati online.
La pm Isabella Cavallari, che ha recentemente chiuso l’indagine, gli contesta ora anche di aver consumato rapporti sessuali con la ragazza quando ancora aveva meno di 14 anni e poi quando ne aveva meno di 16 ed era stata a lui affidata dalla madre.
Reati gravissimi che rendono ancora più torbida la contestazione originaria a carico del 54enne (difeso dall’avvocato Sergio Pellizzola): quella di aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione della ragazza, facendole avere rapporti sessuali con persone da lui procacciate e che a lui consegnavano il denaro pattuito, anche dovendo convincerla a farlo, presenziando in prima persona ai ‘festini’ per calmarla e farla sentire al sicuro.
Non solo, in quelle occasioni si consumava anche della droga (Magnani è accusato anche di aver ceduto dosi di cocaina alla ragazza) e, in una di queste, con le telecamere de Le Iene attivate, uno dei partecipanti cedette una dose di coca a Magnani e alla 20enne anche come parziale pagamento per la prestazione: quell’uomo, difeso dall’avvocato Gianni Ricciuti, è accusato proprio di cessione di stupefacenti. “Mi confronterò presto con la pm – spiega il legale – per valutare meglio la strategia difensiva anche in accordo con la procura”.
L’intervento della trasmissione televisiva – attivata da un potenziale cliente della ragazza, che vedendola in foto si allarmò e si convinse che fosse minorenne – fu fondamentale per dare una svolta alle indagini e portare all’arresto di Magnani, che negli anni si era autocostruito la reputazione di uomo vicino alle donne, baluardo per le vittime di violenza tramite l’associazione da lui fondata, Meravitalia, il cui numero di cellulare usava negli annunci pubblicati online sui siti per escort.
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