Politica
23 Ottobre 2021
In tre a processo: una donna viene assolta, gli altri due offrono un risarcimento ritenuto congruo per estinguere il reato ma che non soddisfa l'assessore e il suo avvocato

Offesero Balboni, se la cavano con poco

di Daniele Oppo | 2 min

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Due hanno fatto un’offerta risarcitoria che il giudice ha ritenuto congrua e che quindi ha estinto il reato, l’altra ha scelto di farsi processare e ha fatto la scelta giusta: è stata assolta dall’accusa di aver diffamato Alessandro Balboni, oggi assessore, al tempo consigliere comunale di FdI.

La vicenda è legata a una mozione presentata tre anni fa da Balboni contro l’aborto, che era quasi un copia/incolla di quanto presentato anche a Verona e che generò molte e decise reazioni da parte del mondo femminista e non solo. Estense.com ne diede conto e pubblicò il relativo articolo anche su Facebook, sotto il cui post comparvero alcuni commenti sicuramente poco civili.

Dopo la querela di Balboni, ci sono stati quattro rinvii a giudizio per altrettante persone: una, quella assolta ieri (venerdì 22 ottobre) e assistita dall’avvocato Alessandro D’Agostino, ha scelto il rito abbreviato, gli altri due hanno offerto un risarcimento, e il quarto ha scelto la strada del rito ordinario per cui la sua posizione è stata stralciata.

Ma l’esito dell’udienza di ieri è forse meno banale di quanto sembri e si porta dietro un carico che ha a che fare con le vicende un po’ torbide della realtà social ferrarese e ovviamente con la politica. Non per l’assoluzione, arrivata dopo che difesa e procura hanno sostenuto la genericità dell’attacco e la non riferibilità diretta all’assessore di quelle parole sicuramente sopra le righe (erano auguri di violenze riferite a “tutti questi contro l’aborto”), tesi non sposata dalla parte civile ma che rientra in una generale diversità di interpretazione dei fatti e del loro inquadramento giuridico. Bensì per l’entità delle offerte risarcitorie che il giudice Giulia Caucci ha ritenuto congrue per dichiarare l’estinzione del reato: 1.500 euro per un imputato di diffamazione e soli 400 euro per un imputato sia per diffamazione che per aver minacciato di prendere a schiaffi l’allora consigliere. In entrambi i casi cifre comprensive di spese legali.

“Una sentenza del genere”, osserva Alberto Balboni, senatore, padre di Alessandro e suo avvocato, “farà molto contenti tutti quelli di destra o di estrema destra, tipo i Pinguini estensi – che non hanno assolutamente la mia simpatia, tutt’altro – perché vedranno che se la potranno cavare con due soldi, che si può offendere e denigrare a prezzi di saldo. A meno che – dice ancora Balboni con un po’ di malizia politica – non ci siano figli e figliastri, e mi auguro che non sia così, e che quando l’imputato è di sinistra bastano cifre irrisorie. Immagino che questa sentenza farà da precedente nella giurisprudenza del tribunale di Ferrara”.

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