Poker Spal a Budrio: Zola Predosa travolto 4-0
Prosegue la marcia trionfale della Spal, che cala un perentorio poker esterno al "Zucchini" di Budrio travolgendo lo Zola Predosa per 4-0 e conquistando temporaneamente la vetta del girone
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Incidente nel tardo pomeriggio di sabato 19 settembre in via Eridano a Ferrara, dove intorno alle 17.50 si sono scontrate una Ford Kuga e una Bmw X2. Feriti entrambi i conducenti
Ieri, a quasi quattro anni di distanza dai fatti, avvenuti il 17 febbraio 2023, Aldo Ferrante, presidente del Comitato Vittime della Pubblica Amministrazione, difeso dall'avvocato Gianni Ricciuti, è stato assolto dal Tribunale di Ferrara
Tre casi diversi, ma accomunati da un problema: consumi di gas ritenuti anomali e bollette molto più alte rispetto alle abitudini dei consumatori. In tutti e tre gli episodi, l'assistenza di Confconsumatori ha portato alla revisione dei consumi da parte del fornitore e a una significativa riduzione degli importi contestati
Arriva una secca smentita di Anas alla notizia pubblicata sul sito della Collini Lavori Spa e riportata dalla stampa locale in merito alla concessione dei lavori per la Ferrara Mare
Per la procura avrebbe aiutato la banda dei Vikings a compiere l’agguato di via Olimpia Morata ai danni di Stephen Oboh, esponente del clan rivale Eye e avrebbe poi cercato di sviare le indagini, raccontando il falso ai poliziotti.
È per questo che Silvia Ebhomienle, 42 anni, nigeriana, detta “Mama Oufury” è finita a processo.
Per l’accusa – sostenuta in giudizio dalla pm Isabella Cavallari, che già aveva seguito indagine e processo sull’agguato con il machete da cui ha preso il via l’indagine sulla mafia nigeriana a Ferrara – la donna avrebbe chiamato uno dei componenti del comando, Anthony Lucky Odianose, detto “Ubeba”, per dirgli che Oboh sarebbe andato da lei per prendere da mangiare.
Ieri, davanti al giudice Andrea Migliorelli, è stato sentito un testimone, che altri non è che proprio “Ubeba”, che ha un po’ ritrattato quanto aveva detto in precedenza agli inquirenti: non fu la donna a rivelargli la posizione di Oboh e la ha scagionata da qualsiasi sua partecipazione all’agguato. “Avevo raccontato un’altra cosa perché ero arrabbiato con lei, quella che ho detto oggi è la verità”.
Secondo il testimone, che è in carcere, quel giorno si era recato anche lui a casa di ‘Mama Oufury’ con lo stesso motivo per cui ci era andato effettivamente anche la vittima dell’agguato: mangiare. Ha poi raccontato di aver saputo che Oboh vi era stato solo perché fu lui a raccontarlo a processo.
Ha detto che una chiamata ci fu, effettivamente, tra lui e l’imputata: “Mama mi ha chiamato dopo l’aggressione per chiedermi cosa fosse successo”.
I poliziotti che hanno indagato hanno invece confermato il percorso investigativo che li ha portati a ipotizzare un ruolo della donna nei fatti di via Olimpia Morata.
Si ritorna in aula il 15 febbraio per la disucssione.
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