Economia e Lavoro
17 Settembre 2021
Dopo il tavolo al Mise per il sindacato è il momento delle valutazioni: “Da Versalis scelte pericolose e garanzie fumose”. E invita all'unità per l'interesse della città. Interviene anche il sindaco

Il grido della Filctem: “Chiusura cracking è prospettiva di impoverimento per Ferrara”

di Redazione | 4 min

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Il giorno dopo il Tavolo sulla Chimica al Mise è il giorno delle valutazioni per la Filctem-Cgil di Ferrara. E sono valutazioni positive per l’allineamento politico-sindacale-territoriale contro la decisione di Eni di spegnere il cracking di Marghera, ma anche negative per la risolutezza del colosso di procedere sulla via di un disimpegno che farà male al territorio estense

Quella di Eni, tramite Versalis, dice il sindacato, è “una scelta pericolosa per un settore del Paese che, anche se accompagnata da un piano sociale mirato ad accompagnare le fuoriuscite del personale di questa azienda ‘in modalità dolce e garantita’ (che è sicuramente una cosa apprezzabile: vedi accordo di espansione) produrrà la pesante cancellazione di posti di lavoro qualificati, erosione dell’indotto ed indebolimento della competitività, lo ribadiamo, per le produzioni ferraresi che utilizzano etilene e propilene negli impianti di Versalis e di Basell”.

“È una prospettiva di impoverimento del territorio che va contrastata con ogni mezzo – ammonisce la Filctem -. Partire dall’evidenza che la salvaguardia del cracking non è solo a garanzia del mantenimento delle produzioni tradizionali da fonti fossili, ma che guarda anche e soprattutto ad una prospettiva di transizione concreta, reale, verso produzioni meno impattanti sull’ ambiente. Il cracking – spiega il sindacato – è l’impianto indispensabile per completare in maniera circolare il riciclo chimico delle plastiche e trasformare rottami e rifiuti, altrimenti destinati alle discariche, nei propri costituenti originari, etilene e propilene, per poi produrre nuovamente materiali plastici. Ma non solo, questo impianto in un futuro prossimo potrà essere utilizzato per includere nel ciclo produttivo materiali di scarto e di derivazione biologica quali rifiuti organici, olii esausti, biomasse, seguendo la logica auspicata della transizione verso una maggiore protezione dell’ecosistema”.

E qui che forse si consuma la vera frattura tra annunci e prospettive concrete: “Di questo Versalis non parla – dice il sindacato -, sostiene la necessità di sviluppare il riciclo chimico ma decide la chiusura dell’impianto indispensabile per realizzarlo… davvero incomprensibile. Le fumose garanzie di forniture dai mercati esteri (asiatici e del Medio Oriente) che Versalis diffonde per tranquillizzare istituzioni e sindacati sono basate su un impatto ambientale che non migliorerà se i gas di derivazione fossile verranno prelevati in altri punti del mondo. Va invece sostenuta la progressiva sostituzione della Virgin nafta, che oggi garantisce etilene e propilene agli impianti di Ferrara, con i prodotti derivanti da processi innovativi, che per prima Versalis sostiene di detenere (e non è la sola) a partire dal riciclo chimico delle plastiche”.

Il sindacato annuncia che già dai prossimi giorni partiranno “iniziative mirate ad evidenziare il problema per quello che è: essenzialmente una prospettiva di futuro di cui il nostro territorio ha assoluto bisogno, sia per rinnovare le sue produzioni sia per garantire che la transizione avvenga con una tenuta sociale che non contrapponga lavoratori garantiti a cittadini senza prospettive sociali ed economiche”.

“Ci auguriamo che a chi oggi si sta spendendo in questa direzione – conclude la Filctem con un invito che suona come una preghiera – possano unirsi tutti coloro che sono interessati alla nostra città”.

Sul tema, nel tardo pomeriggio di giovedì, si fa sentire anche il sindaco di Ferrara Alan Fabbri: “Accogliamo con favore la posizione della Regione Emilia-Romagna, che rispecchia esattamente la linea che fin da subito abbiamo espresso in relazione al futuro del polo, ossia un fermo no alla chiusura del cracking a Marghera, annunciata per marzo 2022 (in realtà aprile, ndr), che avrà inevitabili effetti per tutti i territori del cosiddetto quadrilatero del petrolchimico”.

“A tal fine, come reso noto nei mesi scorsi, ho personalmente scritto al ministro Giorgetti, che si è dimostrato molto disponibile ad ascoltare le nostre istanze e che ha subito aperto un tavolo di confronto e un canale diretto di interlocuzione con le Regioni e con Eni-Versalis – prosegue il sindaco -. Torniamo a sollecitare con forza alle aziende coinvolte le massime garanzie sotto il profilo occupazionale e di scongiurare ogni genere di progetti che possano avere un impatto negativo sui posti di lavoro. Sono pronto a offrire la mia massima collaborazione all’assessore Vincenzo Colla affinché questa interlocuzione possa portare con sé, sempre più, la voce di Ferrara, territorio direttamente interessato, che ha sviluppato professionalità, esperienza e competenze di altissimo livello nel petrolchimico e che, in questo settore, rappresenta un punto di riferimento importante per l’intero Paese. Punto di riferimento che non può essere in alcun modo penalizzato”.

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