Coppia trovata morta in casa. Si esclude l’omicidio
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
Erano tre giorni che i vicini non li vedevano entrare o uscire di casa, Nemmeno sentivano rumori provenire dal loro appartamenti.. E così si sono decisi a chiamare il 112
L'uomo, residente a Modena, si trovava al Bagno Oasi con moglie e figlia. Nonostante i tempestivi soccorsi di bagnini e 118 per lui non c'è stato nulla da fare
Il sessantenne, titolare della Emmezeta Impianti e conosciuto dagli amici come "Gnegno", ha perso la vita in un incidente con un'auto nel territorio di Camugnano sabato 30 maggio
L'incidente nel pomeriggio di sabato 29 maggio a Bargi-Pianacci, nel comune di Camugnano. Inutili i soccorsi, ferito lievemente il conducente dell'auto coinvolta
Avrebbe ucciso la moglie impugnando un coltello, Vladimiro Lombardi, il 52enne ferrarese fermato per il femminicidio della 50enne Samanta Zironi, trovata senza vita all'interno della loro abitazione, un appartamento al primo piano di un condominio Acer al civico 25 di via Stefano Gatti Casazza, al Barco
In Italia da meno di un anno e già con un lavoro, quello di picchiatore per le bande di tunisini che si spartiscono lo spaccio nell’area di via Baluardi. Si è presentato venerdì dai carabinieri, accompagnato da un legale – l’avvocato Giancarlo Bozzi -, l’uomo rapito dopo il violento raid in una casa di via Bulgarelli.
Da quanto si apprende, l’uomo, che ha 41 anni, ha confermato la circostanza del sequestro: i rapitori lo avrebbero trattenuto per circa un giorno in un parco che non sarebbe stato molto distante dalla casa assaltata, legato a un albero. Adesso si trova in una comunità protetta per evitare guai ulteriori.
L’uomo avrebbe svolto l’attività di picchiatore per diversi gruppi di connazionali e il suo rapimento pare essere stato una sorta di ritorsione e al contempo un’opera di convincimento da parte di un gruppo per riportarlo tra i propri ‘soldati’.
I contorni della vicenda sono però ancora piuttosto nebulosi tanto che il 41enne ha detto che a rapirlo non sono stati gli stessi protagonisti del raid in casa, ma altri tre soggetti – sempre tunisini – che lo avrebbero fermato mentre lui inseguiva gli aggressori.
È chiaro che molti dettagli dell’inquietante vicenda devono ancora essere chiariti, per questo l’Arma e il pm Andrea Maggioni stanno lavorando a testa bassa, anche per evitare che l’escalation di violenza si faccia ancora più grave.
Per ora, indagate per sequestro di persona, risultano esserci quattro persone, una delle quali parrebbe essere un terzo fratello di Ayme e Dirar Touati, che vennero espulsi nel 2020 dopo il primo, grosso evento che probabilmente ha scatenato la serie di ritorsioni dell’ultimo periodo: l’accoltellamento in via Baluardi proprio in uno contesto di guerra tra bande per il controllo dello spaccio.
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