Economia e Lavoro
10 Luglio 2021
Tra qualche mese saranno passati sei anni dalla risoluzione della banca. Parla il presidente Zapparoli: "Da settembre lettere di reclamo a Bper per fermare la prescrizione"

Rimborsi Carife. Federconsumatori: “Tempi esasperanti, pronti a nuove iniziative”

di Redazione | 2 min

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Tra qualche mese, il prossimo 22 novembre, saranno passati sei anni esatti dalla risoluzione di Carife, ma le tempistiche e le modalità dei rimborsi ai risparmiatori continuano a essere un problema, come sottolineato da Federconsumatori Ferrara Aps, intenzionata “a ritornare al più presto su un punto dolente”.

“Nel corso delle ultime settimane – spiega il presidente Roberto Zapparoli – ai risparmiatori sono arrivati i rimborsi del 30% del Fir, una quota che per noi è largamente insufficiente, che viene effettuata con  tempi che sono esasperanti in cui stanno rimborsando i beneficiari del parametro forfettario, mentre tutti gli altri sono in coda“.

Proprio su quest’ultimi, Zapparoli prosegue: “Non si capisce bene come, quando e se verranno rimborsati, ma la cosa che ci  preoccupa è che, rispetto a quel miliardo e mezzo, non riusciamo a comprendere quanti soldi verranno utilizzati per risarcire e quanti eventualmente, dovessero restare, verrebbero dati per implementare il 30%“.

Per questo motivo, Federconsumatori ritiene necessario prendere un’iniziativa: “Se i tempi sono questi, nel giro di quattro anni si rischia di mandare in prescrizione tutto quanto. La nostra intenzione è ripartire da settembre con il confronto con i risparmiatori per suggerire loro di inviare una lettera di reclamo nei confronti di Bper con cui andremo a bloccare la prescrizione“.

“Questo – ha spiegato il presidente – ci permetterà di avere a disposizione altri anni per esplorare o verificare la possibilità di mettere in campo altre iniziative. In particolare, suggeriremo di prendere appuntamento con i nostri consulenti per valutare le singole posizioni e vedere se ci sarà l’opportunità fare riferimento all’Acf della Consob, perché sappiamo che sta esprimendo lodi molti favorevoli nei confronti dei risparmiatori”.

Altro nodo fondamentale, quello legato alla fusione Caricento-Credem: “Abbiamo sempre sostenuto la necessità di Caricento nel trovare un partner importante per consolidarsi, così come accogliamo con favore l’accordo raggiunto tra la banca e le diverse organizzazioni sindacali di categoria. Non ci è piaciuto però che in tutta l’operazione solo pochissimi abbiano affrontato il tema dei risparmiatori, con i più piccoli che ne escono malconci, dal momento in cui versano nelle stesse condizioni vissute da Carife, seppur in altro modo” .

“Le modalità con cui Caricento ha venduto i suoi titoli – ha concluso Zapparoli – sono le stesse. Si tratta di titoli liquidi, non quotati, ceduti senza necessaria informazione ai risparmiatori sui rischi che si potevano correva ad acquistarli. Ma soprattutto c’è da dire che quel titolo era invendibile, a meno che il soggetto acquirente non fosse la banca stessa. Da settembre, siamo intenzionati a inviare lettere a Credem per i risarcimenti delle azioni, per mettere in campo tutti gli strumenti possibili e provare a fare il possibile”.

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