A Bondeno nasce il progetto “Flumina: Memorie, Arti e Riti sul Po Grande”
Ormai da qualche mese Bondeno è entrata nella riserva della biosfera “Mab Unesco Po Grande”
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Se l’obiettivo è quello di ridurre il gap tra coloro che utilizzano abitualmente soluzioni digitali e chi è escluso da queste risorse informatiche (in gergo tecnico si chiama “digital divide”), allora, la programmazione appena approvata dal Comune di Bondeno va in questa direzione
L’obiettivo è quello di rendere sempre più accessibili i contenitori culturali del territorio. Non solo da un punto di vista fisico, ma grazie a tecnologie che possano consentire a tutti di poter usufruire delle risorse culturali esistenti. La biblioteca “L. Meletti” di via dei Mille è parte integrante di questo percorso
Sono cento le candeline sulla torta di Irma Pignatti, che ha festeggiato con i suoi familiari questo importante traguardo nella sua casa di Burana
Il nuovo anno scolastico non è ancora cominciato, ma gli effetti delle novità introdotte da normative e regolamenti interni agli istituti iniziano già a farsi sentire sulla riorganizzazione dei servizi. L’ultima riunione di Giunta, infatti, ha dovuto affrontare la questione, diventata ormai indifferibile

Il sindaco di Bondeno Simone Saletti
Bondeno. Arriva all’improvviso la risposta del sindaco di Bihac, Suhret Fazlic, alla lettera che il sindaco di Bondeno, Simone Saletti, gli aveva spedito a metà gennaio per chiedere conto della situazione dei migranti nella sua città e nella Bosnia-Erzegovina.
Dopo un iniziale silenzio da parte dell’amministrazione locale bosniaca, la risposta è finalmente pervenuta, e rendiconta una situazione decisamente più articolata rispetto a quella apparsa sui media nazionali e internazionali.
«Il primo punto su cui mi sono voluto far rassicurare è sull’incolumità delle persone – spiega il sindaco, Simone Saletti, informando il Consiglio comunale –. Da questo punto di vista, ho avuto la conferma che la città di Bihac, con cui Bondeno è gemellata dal 1982, non ha perpetuato violenze contro nessun uomo, donna o bambino. Semmai, la situazione che mi viene descritta è quella di un aperto conflitto politico tra il governo locale e quello centrale di Sarajevo, quest’ultimo peraltro destinatario dei cospicui fondi europei».
Ancora sulla gestione dei migranti, Saletti ha trovato corpose risposte: «Il centro di accoglienza di Lipa, andato distrutto dalle fiamme lo scorso dicembre, è già in fase di ricostruzione e potrà accogliere fino a 1500 persone. Ancora una volta – conclude il sindaco – le parole di alcune rendicontazioni non collimano con i fatti: la città di Bihac ci testimonia che non ha alcun bisogno di solidarietà da parte di Bondeno o da parte delle organizzazioni sovranazionali. Al contrario, ciò che mi chiede il sindaco bosniaco è di “fare chiarezza”, a testimonianza del fatto che talvolta alcune narrazioni mediatiche non tengono conto di tutti gli attori coinvolti, ma si limitano a presentare i fatti da un singolo punto di vista».
Infine, sulla permanenza del gemellaggio tra le due città, il sindaco si mostra più ottimista della volta scorsa: «Con queste evoluzioni dei fatti la situazione si è fatta più nitida e mi sembra ci siano le condizioni per mantenere attivo il gemellaggio, soprattutto considerando che il problema non è l’amministrazione locale. Il problema, semmai, è il governo centrale di Sarajevo che prende i soldi dell’Europa, 13,8 milioni dal 2018 e 8 dall’inizio della pandemia, e evidentemente non li spende nella destinazione per cui dovrebbero essere impiegati. Come avevo già avuto modo di sottolineare a gennaio, l’amministrazione locale di Bihac non è preoccupata per la gestione dei migranti, ma al contrario è più attenta alla questione pandemica. Bihac ha fatto tutto quanto in suo potere per evitare scontri e violenze che anche io voglio condannare fermamente – chiosa Saletti – ma al contempo è già impegnata per risolvere la situazione problematica causata dal governo centrale bosniaco».
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