Saletti incontra Confcommercio: “Obiettivi condivisi per sostegno a commercio e presentato bando rivolto al settore”
La campagna elettorale appena conclusa non ha distolto il sindaco Simone Saletti dagli obiettivi nel sostegno ai settori produttivi
La campagna elettorale appena conclusa non ha distolto il sindaco Simone Saletti dagli obiettivi nel sostegno ai settori produttivi
Bondeno sceglie la continuità e premia in maniera netta il sindaco uscente Simone Saletti, che con la lista “E Avanti!” conquista il secondo mandato amministrativo doppiando, in termini di voti e percentuali, lo sfidante Michele Marchetti, candidato della civica “Scelgo Bondeno”
Affluenza in calo sia a Comacchio sia a Bondeno per le elezioni comunali 2026. I dati definitivi pubblicati dal portale Eligendo del Ministero dell’Interno alla chiusura dei seggi delle ore 15 evidenziano una partecipazione inferiore rispetto alle precedenti amministrative
Crolla l'affluenza nei due comuni chiamati a rinnovare i consigli comunali. A Bondeno, nel primo giorno di chiamata alle urne, l'affluenza alle ore 23 è stata del 43,47%, contro il 53,25 di cinque anni prima
Bondeno è chiamata alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. I seggi resteranno aperti oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15, ma il verdetto arriverà subito senza passare dal ballottaggio
Bondeno. Nega di essere stato lui. Doriano Saveri, 45enne originario di San Giovanni in Persiceto (Bologna), sospettato per l’uccisione della compagna Rossella Placati, avvenuta tra domenica 21 e lunedì 22 febbraio a Borgo San Giovanni a Bondeno, ha negato di essere l’autore dell’omicidio.
“Io non l’ho uccisa! Io non l’ho uccisa”. È la frase che a più riprese ha cadenzato l’interrogatorio di Saveri. Un interrogatorio durante il quale, riporta il suo legale di fiducia, l’avvocato Sergio Pellizzola, “il mio cliente ha risposto a tutte le domande. Ha spiegato per filo e per segno ogni azione compiuta da domenica mattina fino alle 8.45 quando si è recato dai carabinieri”.
Proprio il motivo dell’arrivo in caserma, piuttosto che una semplice chiamata al numero di emergenza, è stata una delle questioni sollevate nelle oltre cinque ore d’interrogatorio. “Ci sono state diverse contestazioni da parte del pubblico ministero – ammette Pellizzola -. Ad alcune ha dato risposte giudicate convincenti, ad altre ha evidentemente lasciato dei dubbi che mi auguro verranno dipanati nei prossimi giorni”.
Nella giornata di martedì l’avvocato si è recato due volte in carcere a Ferrara, dove Saveri è ristretto dopo il fermo d’indiziato di delitto emesso dal sostituto procuratore Stefano Longhi. Una prima volta di mattina e una seconda nel primo pomeriggio. “L’ho trovato, compatibilmente con la situazione, sì stanco e preoccupato, ma anche forte. Forte nel senso che si sente in grado di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Ha capito di essere in una situazione delicata”. Il suo legale gli ha spiegato le dinamiche processuali che lo attendono “e anche il tipo di pena previsto per la gravità dei fatti che gli vengono contestati”
L’interrogatorio di lunedì è durato dalle 17 alle 22.30, dopodiché, nella notte, dopo i riscontri incrociati messi assieme dagli inquirenti, il pm ha disposto il provvedimento cautelare. “Un provvedimento che mi sembra molto equilibrato”, sottolinea il difensore, lasciando intendere che se ci fossero prove schiaccianti la misura sarebbe stata diversa.
“Siamo in attesa di comunicazioni sull’udienza di convalida e su ulteriori atti d’indagine – dice ancora il legale -, come l’autopsia, per poter valutare eventuali domande per la modifica della misura”.
Saveri, che prima di trasferirsi a Borgo San Giovanni ha vissuto per una decina di anni a Vigarano insieme alla ex moglie e alla figlia, è stato fin da subito il principale – e praticamente unico – sospettato per l’omicidio.
È stato lui alle 8,45 circa di lunedì a presentarsi dai carabinieri di Bondeno e raccontare di aver ritrovato la compagna riversa in bagno, con la testa sanguinante. Ha raccontato anche che la sera prima aveano litigato e che lui era andato via di casa, per poi tornare al mattino. La sua ricostruzione non ha però convinto gli inquirenti.
Intanto, per venerdì 26 febbraio, alle ore 18 a Bondeno, in Piazza Garibaldi, Cgil, Cisl, Uil, Centro Donna e Giustizia e Udi hanno organizzato una manifestazione: “Pur nel rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento – spiegano gli organizzatori -, cittadini e cittadine si ritroveranno per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia e il rifiuto di ogni forma di violenza contro le donne”.
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