Grattacielo. Gli sfollati cercano casa. “Porte chiuse agli stranieri”
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
A poche settimane dalla scadenza dell'accoglienza temporanea al San Bartolo, resta aperta la questione abitativa per una parte degli sfollati del Grattacielo
Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di nazionalità tunisina morto dopo il tragico incidente stradale avvenuto nella serata di sabato 20 giugno - intorno alle 21.20 - lungo via Copparo
Ra'ed Dawoud resta in carcere a Ferrara. Il Tribunale del Riesame di Genova ha infatti confermato con una nuova ordinanza la misura della custodia cautelare nei confronti del palestinese detenuto nella casa circondariale dell'Arginone
Tragico incidente stradale nella serata di sabato 20 giugno a Ferrara. Intorno alle 21.20, in via Copparo, poco oltre il Centro Spal, due automobili si sono scontrate e una persona ha perso la vita
Paura ma fortunatamente nessuna grave conseguenza nella tarda mattinata di domenica 21 giugno lungo la Strada Adriatica, in località Ripapersico, dove un'autovettura è uscita di strada finendo ribaltata
La Polizia sta indagando sull’eventuale presenza di una rete, in Italia e nel territorio di Ferrara nello specifico, che organizzi o favorisca l’arrivo di profughi come accaduto con i sei giovani trovati giovedì dalla Polstrada nascosti nel carico di un camion fermo in un’area di sosta della Romea.
La Squadra mobile di Ferrara sta cercando di vederci chiaro, ricostruendo il percorso fatto dai cinque afgani e dal pakistano e cercando le tracce che possano ricondurre a un’eventuale organizzazione criminale dedita al traffico di esseri umani verso l’Italia e magari con ramificazioni nel territorio estense.
Approfondimenti sono in corso anche per quanto riguarda il ruolo dell’autotrasportatore, che dalla Romania era diretto a Fabriano, in provincia di Ancona. È probabile che fosse comunque ignaro – è stato lui, d’altronde, a dare l’allarme avendo sentito rumori e grida, – ma in ogni caso è necessario fare tutti gli accertamenti del caso.
Secondo primi riscontri, pare che anche per i sei profughi sia stato seguito un modus operandi ‘tipico’, ovvero sarebbero stati fatti entrare nel rimorchio e nascosti in mezzo al carico (in questo caso elettrodomestici Beko) prima ancora che venisse associato a una motrice. Il portelloni sarebbero stati sigillati già alla partenza, poi riaperti e sigillati nuovamente alla dogana ungherese.
Per i sei giovani, in ogni caso, sono state già avviate le pratiche per la ricollocazione in Romania: tutti avevano già fatto formale richiesta di asilo nel Paese dell’est Europa ed erano già stati inseriti nella banca dati condivisa tra i Paese aderenti al Trattato di Dublino.
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