Politica
6 Febbraio 2021
A marzo la sentenza, il vicesindaco definì l'esponente dei Radicali “persona squallida, meschino e vigliacco”. Chiesti 400 euro di multa e un euro a titolo di simbolico risarcimento del danno

La procura chiede la condanna di ‘Naomo’ per le offese a Zamorani

di Daniele Oppo | 2 min

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In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato

Arriverà il 10 marzo la decisione del giudice sulla presunta diffamazione di Nicola Lodi, vicesindaco di Ferrara e assessore alla sicurezza, nei confronti dell’esponente dei Radicali e di +Europa Mario Zamorani.

Lodi, difeso dall’avvocato Ciriaco Minichiello (che è anche consigliere comunale) ha scelto il rito abbreviato e la procura ha chiesto che venga condannato a pagare una multa di 400 euro, mentre Zamorani, parte civile nel processo, assistito dall’avvocato Pasquale Longobucco, ha chiesto un risarcimento del danno dal valore simbolico: un euro.

Il giudice Giulia Caucci ha rinviato l’udienza al 10 marzo per eventuali repliche e per la sentenza.

Lodi deve rispondere per aver apostrofato, nel 2018, Zamorani come una “persona squallida” che “sta cercando di fare campagna elettorale nella maniera peggiore. Se fino a ieri lo rispettavo adesso non è più così: è meschino, vigliacco e capisco perché Tagliani non consideri nemmeno per le primarie, forse è la prima volta che sono d’accordo con lui”. Le parole vennero dette ai taccuini di Estense.com dopo che l’esponente radicale parlò pubblicamente di possibili intimidazioni nei suoi confronti derivanti da un incontro casuale, avvenuti in piazza Municipale, con Lodi – allora segretario comunale della Lega – accompagnato da altre tre persone (una di esse risultò essere Lorenzo Barbieri). I leghisti, secondo quanto riportò lo stesso Zamorani, gli avrebbero detto “Lei stia attento a quello che scrive perché qualcuno potrebbe arrabbiarsi”.

Lodi si è sottoposto all’esame dell’imputato (un comportamento valutato positivamente dal vpo che ha chiesto a suo beneficio le attenuanti generiche) e ha ricondotto le sue affermazioni a critiche politiche, dovute anche al clima elettorale.

L’avvocato Longobucco, nella sua arringa, ha fatto ampio cenno a cosa consista il “metodo Naomo” e ricordato che Lodi disse “persona squallida”, con diretto riferimento a Zamorani, non al modo di fare politica, e così facendo ha “ampiamente superato i limiti della critica politica”.

Per l’avvocato Minichiello, che ha citato una sentenza della Cassazione del 2019, le parole di Lodi godrebbero della scriminante del diritto di critica, soprattutto in periodo di campagna elettorale e, in ogni caso, “ci sono dubbi che volesse colpire la persona e non l’azione politica”. Per questo ne ha richiesto l’assoluzione.

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