Dalle minacce al medico alla carta d’identità manomessa: tre denunciati nel Basso Ferrarese
Raffica di controlli dei carabinieri tra Comacchio, Lido delle Nazioni e Codigoro
Raffica di controlli dei carabinieri tra Comacchio, Lido delle Nazioni e Codigoro
Prima le pietre scagliate contro le abitazioni e un bar, poi la reazione contro i carabinieri intervenuti per fermarlo. Momenti di tensione a Fiscaglia
Alla Sagra dell'Anguilla di Comacchio, tra stand gastronomici e specialità della tradizione lagunare, sono arrivati anche i controlli delle forze dell'ordine
Non appena ha notato la pattuglia dei carabinieri, ha tentato di gettare via la droga che aveva con sé. È quanto accaduto nel pomeriggio di domenica 11 ottobre in viale IV Novembre, dove i militari del Norm di Ferrara hanno arrestato un 32enne
Aveva il divieto di tornare a Ferrara, ma è stata sorpresa a rubare in un supermercato alle porte della città. È finita con una doppia denuncia l'operazione degli agenti della Polizia Locale impegnati, qualche giorno fa, in un servizio in borghese all'interno di un esercizio commerciale della periferia
Una condanna a tre anni in abbreviato e tre rinvii a giudizio. Si è chiusa così l’udienza preliminare per il procedimento sulla tortura subita da un detenuto nel carcere di Ferrara.
Ad essere condannato in abbreviato (che comporta la riduzione della pena di un terzo) è stato uno dei tre poliziotti carcerari imputati, l’assistente capo Piero Licari, 52 anni, accusato sia per il reato di tortura che per le lesioni subite da Antonio Colopi, in carcere per aver ucciso con una mannaia lo chef ferrarese Ugo Tani nell’aprile 2016 a Cervia, oggi ristretto nel carcere di Reggio Emilia.
“Noi sosteniamo che Licari non c’entri nulla e che non sia mai nemmeno entrato nella cella”, commenta l’avvocato Giampaolo Remondi, “faremo sicuramente appello”.
Il pm Isabella Cavallari aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione.
Licari è stato condannato dal gup Danilo Russo – che ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e ha fissato in 60 giorni il termine per il deposito delle motivazioni – anche a pagare una provvisionale di 20mila euro a fronte di una richiesta di risarcimento danni avanzati dal legale di Colopi, l’avvocato Paola Benfenati del Foro di Bologna, di 100mila euro. “Ritengo che sia una sentenza equilibrata, come emerge anche dagli atti processuali”, commenta proprio l’avvocato Benfenati.
Il giudice ha invece rinviato a giudizio tutti gli altri imputati: il sovrintendente Geremia Casullo, 57 anni, e l’assistente capo Massimo Vertuani, 51 anni (per entrambi avvocato Alberto Bova) – accusati di tortura, lesioni, falso e calunnia – e l’infermiera di turno, Eva Tonini, 41 anni (avvocato Denis Lovison), accusata di favoreggiamento e falso. Tutti e tre dovranno comparire davanti al tribunale in composizione collegiale il 14 aprile.
“Confidiamo di riuscire a provare nel dibattimento l’assoluta infondatezza dell’accusa”, commenta l’avvocato Bova.
“Affronteremo il processo con speranza e fiducia di dimostrare l’estraneità alle accuse della mia cliente”, afferma l’avvocato Lovison.
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