Metalmeccanica. “Affrontare la situazione con coraggio o sarà carneficina”
Incertezza e instabilità caratterizzano l'economia ferrarese e il settore metalmeccanico non è da meno, anzi è stato uno dei settori più colpiti negli ultimi anni
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I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Ferrara, nel corso delle festività natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso
È scomparso all'età di 85 anni il professor Giancarlo Traina. Pisano di origine, Traina, dopo le prime esperienze a Pisa e a Bologna, accettò la direzione della Clinica Ortopedica di Ferrara, chiamato nell’agosto del 1980 dall'allora rettore Antonio Rossi
La chiusura dello stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non lascia tranquilli i sindacati ferraresi
Non arriva Mohammad Hannoun, ma il carcere di Ferrara entra comunque a pieno titolo nell’inchiesta sulla presunta cellula italiana di Hamas. In via Arginone sono stati infatti trasferiti due degli arrestati nell’operazione
Una condanna a tre anni in abbreviato e tre rinvii a giudizio. Si è chiusa così l’udienza preliminare per il procedimento sulla tortura subita da un detenuto nel carcere di Ferrara.
Ad essere condannato in abbreviato (che comporta la riduzione della pena di un terzo) è stato uno dei tre poliziotti carcerari imputati, l’assistente capo Piero Licari, 52 anni, accusato sia per il reato di tortura che per le lesioni subite da Antonio Colopi, in carcere per aver ucciso con una mannaia lo chef ferrarese Ugo Tani nell’aprile 2016 a Cervia, oggi ristretto nel carcere di Reggio Emilia.
“Noi sosteniamo che Licari non c’entri nulla e che non sia mai nemmeno entrato nella cella”, commenta l’avvocato Giampaolo Remondi, “faremo sicuramente appello”.
Il pm Isabella Cavallari aveva chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione.
Licari è stato condannato dal gup Danilo Russo – che ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti e ha fissato in 60 giorni il termine per il deposito delle motivazioni – anche a pagare una provvisionale di 20mila euro a fronte di una richiesta di risarcimento danni avanzati dal legale di Colopi, l’avvocato Paola Benfenati del Foro di Bologna, di 100mila euro. “Ritengo che sia una sentenza equilibrata, come emerge anche dagli atti processuali”, commenta proprio l’avvocato Benfenati.
Il giudice ha invece rinviato a giudizio tutti gli altri imputati: il sovrintendente Geremia Casullo, 57 anni, e l’assistente capo Massimo Vertuani, 51 anni (per entrambi avvocato Alberto Bova) – accusati di tortura, lesioni, falso e calunnia – e l’infermiera di turno, Eva Tonini, 41 anni (avvocato Denis Lovison), accusata di favoreggiamento e falso. Tutti e tre dovranno comparire davanti al tribunale in composizione collegiale il 14 aprile.
“Confidiamo di riuscire a provare nel dibattimento l’assoluta infondatezza dell’accusa”, commenta l’avvocato Bova.
“Affronteremo il processo con speranza e fiducia di dimostrare l’estraneità alle accuse della mia cliente”, afferma l’avvocato Lovison.
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