Cronaca
11 Dicembre 2020
La procura chiede 6 anni per Lenzi, Forin e Filippini per il crac della banca dovuto alle operazioni per l'aumento di capitale da 150 milioni del 2011

Appello Carife. Chiesta la condanna anche per la bancarotta

Sergio Lenzi, ex presidente di Carife (foto di Alessandro Castaldi)
di Daniele Oppo | 2 min

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Sergio Lenzi, ex presidente di Carife (foto di Alessandro Castaldi)

Sergio Lenzi, ex presidente del Cda di Carife (foto di Alessandro Castaldi)

Sei anni di reclusione per Sergio Lenzi, Daniele Forin e Davide Filippini. È la richiesta di condanna per gli ex vertici avanzata dalla procura nel processo d’appello per il crac di Carife derivato dalle operazioni di aumento di capitale da 150 milioni di euro del 2011.

Nell’udienza davanti alla Corte felsinea, oltre a Claudio Santangelo della Procura generale, sono intervenuti anche i pm ferraresi Stefano Longhi e Barbara Cavallo che hanno condotto le complessissime indagini e il difficile processo di primo grado, al termine del quale il tribunale ferrarese condannò solo Lenzi (ex presidente del Cda) e Forin (direttore generale) rispettivamente a 2 anni e 6 mesi di reclusione e 2 anni a 3 mesi per falso in prospetto, aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza Consob.

A conclusione di circa tre ore di requisitoria, i magistrati hanno insistito sull’impianto originario (escluse alcune imputazioni ormai prescritte), che comprende anche la bancarotta generata da operazioni fittizie, l’accusa più importante sulla quale arrivò l’assoluzione, e la centralità del ruolo di Filippini (direzione bilancio), considerato dalla procura estense la vera mente di tutta l’operazione, ma che venne assolto da tutto.

La procura ha chiesto anche 4 anni di reclusione per Michele Sette (direzione finanza, considerato il braccio destro di Filippini); 2 anni e 8 mesi per  Michele Masini (revisore della Deloitte & Touche) e, infine, 3 anni e 10 mesi per Germano Lucchi, Adriano Gentili e Maurizio Teodorani, vertici di CariCesena, e Spartaco Gafforini, ex dg di Valsabbina, banche con le quali Carife avrebbe messo in piedi le operazioni fittizie contestate.

Giovedì sono intervenute anche parte civili Consob e Bankitalia, mentre le altre parti (perlopiù piccoli azionisti) hanno consegnato conclusioni scritte e le note spese. L’udienza è stata aggiornata al 21 gennaio.

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