Incidente sull’A13: grave un conducente, autostrada chiusa e lunghe code
Grave incidente nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30, lungo l’autostrada A13 in direzione Bologna, nel tratto compreso tra Ferrara Sud e Altedo
Grave incidente nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30, lungo l’autostrada A13 in direzione Bologna, nel tratto compreso tra Ferrara Sud e Altedo
Tutti liberi i quattro che erano finiti in carcere per la violenta colluttazione a colpi di martello e fendenti di cutter avvenuta, lo scorso 13 febbraio, in via Vivaldo Vivaldi a Pontelagoscuro. Il gip Giovanni Solinas del tribunale di Ferrara infatti, durante l'udienza di ieri (16 febbraio) mattina, non ha convalidato gli arresti
Accusato di riciclaggio per il caso del quadro "La cattura di San Pietro" di Rutilio Manetti, Vittorio Sgarbi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato dal gup di Reggio Emilia, dopo che la Procura aveva chiesto la condanna a tre anni e quattro mesi
Aveva undici dosi di eroina in bocca e un minimarket della droga in casa. È la scoperta che domenica (15 febbraio) pomeriggio, passando per via Porta Catena, i carabinieri hanno fatto, dopo aver controllato un 26enne di nazionalità nigeriana che, con fare sospetto, confabulava con un altro uomo
Incidente stradale intorno alle ore 12 in via Comacchio, all’altezza del civico 340, dove due auto - Mercedes e Fiat Punto - sono rimaste coinvolte in una collisione fronto-laterale
È iniziato mercoledì (23 settembre) il processo per l’omicidio di Atika Gharib, la 32enne marocchina residente a Ferrara barbaramente uccisa dall’ex fidanzato M’hamed Chamekh, suo connazionale 42enne, catturato a Ventimiglia mentre cercava di fuggire in Francia.
L’uomo la attirò in una trappola in un casolare di Castello D’Argile, nel bolognese, tra l’1 e il 2 settembre dell’anno scorso (scoperta solo il 3), pare con la scusa di volerle restituire dei documenti. Invece la uccise soffocandola, per poi dare tutto alle fiamme con l’intento di nascondere le tracce. Non pago, telefonò ai famigliari di lei vantandosi di averle dato ciò che si meritava: una vendetta probabilmente per essere stato denunciato e sbattuto fuori di casa per aver molestato la figlia minorenne di Gharib.
L’uomo è accusato oltre che di omicidio premeditato aggravato, distruzione di cadavere e incendio, anche per gli atti persecutori (con pesanti minacce di morte) e le lesioni procurate a Gharib il 2 agosto precedente, quando era andato a trovarla nella sua casa di via Oroboni, a Ferrara.
Il processo inizia però senza che il Comune di Ferrara abbia neppure provato a costituirsi parte civile. “Purtroppo il nostro Comune non ha potuto costituirsi parte civile nel processo in relazione alle imputazioni contestate all’omicida per mere ragioni giuridiche ma è quotidianamente al fianco di tutte le Associazioni che si occupano di azioni rivolte alla prevenzione ed all’assistenza nei confronti delle donne che subiscono violenza di qualsiasi natura”, si legge in una nota del sindaco.
“Il Comune di Ferrara – afferma in ogni caso Fabbri – intende dimostrare la massima vicinanza e sostegno alle ragioni dei famigliari della povera Atika e dell’Associazione Unione Donne Italiane, costituita parte civile nel processo in corso presso la Corte d’Assise di Bologna, per raggiungere al più presto la verità dei fatti ed assicurare l’esecutore dell’efferato omicidio di Atika alla Giustizia”.
La difesa di Chamekh ha sollevato un’eccezione di illegittimità costituzionale della legge che da aprile del 2019 impedisce all’imputato di delitti che prevedono l’ergastolo di accedere al rito abbreviato. L’Assise l’ha respinta.
Oltra all’Udi, nell’udienza si è costituita parte civile la famiglia di Gharib (figlie, sorelle, fratelli e genitori), assistita dall’avvocato Marina Prosperi, che rappresenta anche il sindacato SiCobas, del quale la vittima faceva parte. “Sono soddisfatta del fatto che le indagini si siano concluse rapidamente e che il processo sia iniziato subito”, commenta l’avvocato Prosperi che però non nasconde il rammarico per il fatto che “c’erano tutte le condizioni all’epoca perché non ci fosse questo epilogo”.
L’udienza è stata aggiornata al 28 ottobre e poi al 4 novembre per concludere le incombenze istruttorie.
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