Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
La Procura di Ferrara ha presentato ricorso per Cassazione, impugnando la sentenza di patteggiamento a due anni di carcere, con pena sospesa, con cui il tribunale di Ferrara aveva chiuso la vicenda giudiziaria di Chiara Compagno, 55 anni, una delle due dottoresse finite a processo nell'ambito dell'inchiesta Red Pass
Un intervento mirato, frutto di un'attenta attività di osservazione che durava da settimane. È così che, nel pomeriggio di lunedì 29 dicembre, la Polizia Locale ha messo a segno un arresto per spaccio di sostanze stupefacenti nell'area del parcheggio della stazione
Mattinata movimentata, quella di domenica 28 dicembre, a Pontelagoscuro, dove una accesa lite tra sei persone di nazionalità straniera è degenerata fino a finire nel sangue col ferimento di un uomo
Il gip ha archiviato la querela per diffamazione a mezzo stampa che Diego Marescotti (attivista dem candidato alle ultime elezioni comunali col Pd) aveva intentato contro il senatore di Fratelli d'Italia Alberto Balboni.
Non dello Sri-Lanka come emerso in prima battuta, bensì del Pakistan. Gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato e denunciato le persone che domenica sera in via Oroboni hanno aggredito un fattorino portapizza con delle catene.
Si tratta di un trentaduenne e di un ventinovenne, individuati con certezza dalle vittime – anche il titolare della pizzeria è infatti stato malmenato – che hanno visionato gli album fotografici negli uffici della Mobile.
La ricostruzione dell’agguato fatta dai poliziotti varia di poco rispetto a quanto emerso inizialmente: poco dopo le diciannove di domenica sera, il fattorino, arrivato in via Oroboni per una consegna a domicilio, ha visto i due uomini (clienti abituali della pizzeria e da lui conosciuti) affacciati al balcone di un’altra abitazione che lo insultavano chiedendogli perché non avesse portato loro le pizze la settimana precedente. All’uscita del palazzo, dove aveva effettuato la consegna, se li è trovati davanti, armati di catene.
Lo hanno affrontato e colpito ripetutamente, ma il ragazzo è riuscito con il cellulare a contattare il proprio datore di lavoro e a dirgli cosa stava succedendo. Immediatamente, il titolare si è portato sul posto e ha tentato di soccorrere il suo dipendente ricevendo in cambio anche lui due colpi di catena sulla schiena.
Le Volanti hanno raccolto le prime dichiarazioni da parte del ferito trasportato nel frattempo in ospedale in condizioni non gravi (5 giorni di prognosi per contusioni ed escoriazioni) e del titolare della pizzeria: entrambi hanno riferito di essere in grado di riconoscere gli aggressori.
Dalla denuncia è emerso che il motivo scatenante dell’agguato stava nel fatto che la settimana scorsa il titolare si era rifiutato di consegnare la pizza ai suoi aggressori – il motivo è che stava piovendo e ha sospeso la consegna a domicilio -, che non hanno gradito questo rifiuto e si sono quindi vendicati.
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