Politica
30 Aprile 2020
Il giudice ordina di modificare i requisiti e permettere la presentazione di nuove domande

Buoni spesa discriminatori. Il tribunale condanna il Comune

di Marco Zavagli | 3 min

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Né demagogia, né intimidazioni, solo giustizia e umanità. Il tribunale di Ferrara accoglie il ricorso di sindacati e associazioni umanitarie e ordina al Comune di modificare la delibera sui buoni spesa.

Il giudizio cautelare dà pienamente ragione ad Asgi, Associazione Culturale Umanità, Altro diritto e Cgil Cisl e Uil. In attesa dell’udienza di merito fissata per l’8 luglio, il giudice Mauro Martinelli accerta la natura discriminatoria della delibera della giunta leghista di Alan Fabbri, nella parte in cui è imposto, per poter accedere ai buoni spesa, agli stranieri non appartenenti alla Ue il permesso di soggiorno di lungo periodo e la residenza nel Comune ed è previsto un ordine di priorità a favore dei cittadini italiani, quindi appartenenti all’Unione Europea e infine ai cittadini non appartenenti alla Ue.

La discriminazione, si legge nel dispositivo, non tocca solo gli stranieri (titolari di protezione internazionale, nazionale e richiedenti asilo, che per legge sono equiparati ai cittadini in materia di assistenza sociale), ma anche quegli italiani che a causa dell’emergenza Covid sono rimasti nel territorio comunale o hanno qui solo il domicilio.

“È evidente dalla lettura della Ordinanza della Protezione Civile n. 658/2020 – scrive il giudice – che il solo criterio contenuto nel provvedimento di determinazione sulle modalità di riconoscimento del beneficio assistenziale è la condizione economica del richiedente, ovvero lo stato di bisogno per soddisfare le necessità più urgenti con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico”. E il diritto alla alimentazione è un “bisogno primario di ogni essere umano”.

Per questo il tribunale condanna il Comune “alla riformulazione delle linee di indirizzo (senza le predette clausole discriminatorie), consentendo la presentazione di nuove domande in un termine congruo e applicazione di una sanzione per ogni giorno di ritardo nell’adempimento del provvedimento giudiziale, con domanda subordinata di risarcimento del danno subito”.

“Il riconoscimento in questa sede cautelare – commenta l’avvocato Massimo Cipolla di Asgi – consente di affermare l’illegittimità dell’azione del Comune. Mi preme sottolineare ancora che, se la condizione di disagio economico e la domiciliazione nel territorio comunale sono i requisiti che il tribunale di Ferrara impone per togliere la discriminazione, ciò significa che da questo accoglimento si giovano anche i cittadini italiani non residenti a Ferrara, ma qui domiciliati durante l’emergenza Covid-19”.

“Siamo contenti di aver consentito al nostro assistito – interviene l’avvocato Matteo Pancaldi dell’Associazione Culturale Umanità – di poter far domanda per i buoni spesa cui aveva pienamente diritto”. L’associazione ha fatto ricorso per un richiedente asilo della Guinea. “È un giovane – prosegue Pancaldi – iscritto all’università di Ferrara, con una borsa di studio in economia. Non è un clandestino come vorrebbe far credere qualcuno, ma uno studente modello”.

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