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Taglio del nastro per il percorso sopraelevato e i nuovi spazi del Baluardo dell’Amore, interventi della strategia Look Up! Atuss Ferrara da oltre 10 milioni di euro
Promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro negli istituti di istruzione della provincia di Ferrara. È questo l'obiettivo dell'accordo firmato in Prefettura e promosso nell'ambito dell'osservatorio Provinciale per la Sicurezza e la Legalità del Lavoro
Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara comunica lo stato di allerta per la grave situazione di siccità che sta interessando il territorio, in una situazione di criticità che sta diventando del tutto simile a quella del 2022
Arriva la quinta edizione degli "Eventi Lungofiume", un insieme di tre eventi, due nati proprio nella Darsena di Ferrara nel 2022
Ferrara, città del silenzio, da Gabriele D’Annunzio al silenzio del Coronavirus. Mi sono sempre piaciute le biografie dei personaggi della Storia. Leggendo, tanti anni or sono, di D’Annunzio, mi fece piacere sapere che un personaggio tanto famoso, acclamato, anche se discusso e criticato politicamente e artisticamente, conoscesse e amasse Ferrara. Io non mi azzarderò di esprimere pareri politici e men che meno artistici sul “Vate”, non ne sono in grado.
In queste terribili giornate di “Coronavirus dipendenza”, Ferrara è ridiventata forzatamente, “Città del Silenzio”. Piazze e strade sono pochissimo popolate di giorno e quasi deserte di notte. Probabilmente la nostra Ferrara fu “Città del Silenzio”, da subito dopo la nefasta Devoluzione.
Evento che trasformò la capitale d’uno degli stati più potenti, d’Europa. Da floridissima nel Rinascimento, in una spolpata, depressa, piccola entità inglobata in uno Stato Pontificio che nulla fece per farla rivivere. Depredata di tanti capolavori, dalle famiglie romane legate ai Papi. Trasferito a Modena, gran parte del patrimonio storico e artistico rimasto. Più avanti, Napoleone la depredò, di quel poco che ancora poteva trovare, ma poi deluso lasciò in Lombardia opere d’arte che considerava minori e che non tornarono più a Ferrara.
Purtroppo l’antica “Città degli Estensi” diventò una città squallida e depressa “Città del Silenzio”, di Dannunziana memoria. Il silenzio di questi tragici giorni, forse nulla ha a che fare, con la depressa città del “dopo Devoluzione”. Io però, ne ho trovato vaghe analogie. Vi propongo, con l’aiuto del solito amico attore Roberto Gamberoni, una poesia, bella? Brutta? Non importa, giudicate voi, non è importante. Per me è niente più d’una “pillola”, dedicata alla Città che amo, pur nella sua passata e presente mestizia…
DA: LE CITTÀ DEL SILENZIO, DI GABRIELE D’ANNUNZIO
FERRARA
O deserta bellezza di Ferrara,
ti loderò come si loda il volto
di colei che sul nostro cuor s’inclina
per aver pace di sue felicità lontane;
e loderò la chiara
sfera d’aere e d’acque
ove si chiude
la tua melanconia divina
musicalmente.
E loderò quella che più mi piacque
delle tue donne morte
e il tenue riso ond’ella mi delude
e l’alta imagine ond’io mi consolo
nella mia mente.
Loderò i tuoi chiostri ove tacque
l’uman dolore avvolto nelle lane
placide e cantò l’usignuolo
ebro furente.
Loderò le tue vie piane,
grandi come fiumane,
che conducono all’infinito chi va solo
col suo pensiero ardente,
e quel lor silenzio ove stanno in ascolto
tutte le porte
se il fabro occulto batta su l’incude,
e il sogno di voluttà che sta sepolto
sotto le pietre nude con la tua sorte.
Grazie per aver letto questo articolo...
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