Cento celebra Marcello Provenzale
Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo di partenariato speciale pubblico-privato tra il Comune di Cento e l’Associazione Imprenditori Centesi per la Cultura
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Nella mattinata dello scorso 19 giugno, la frazione centese di XII Morelli ha ospitato una speciale giornata all'insegna della legalità, della prossimità e del divertimento
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Da Molfetta a Gallipoli insieme a venti mariani della Marina Militare. Il progetto dei Comuni di Cento, Terre del Reno e Poggio Renatico punta su esperienze concrete per costruire indipendenza e inclusione
di Serena Vezzani
Cento. “Chiediamo le dimissioni di tutti gli organi per costituire un governo di larga coalizione”: questo l’appello dell’opposizione della Partecipanza agraria, alla luce dell’immobilità che ha visto l’ente, ad oggi, ancora fermo riguardo la questione della divisione ventennale, un blocco che potrebbe rappresentare una “tragedia della microeconomica agricola locale” se non si trova una soluzione al più presto.
Una posizione che vede unite le due liste al’opposizione, Casa del Partecipante, rappresentata da Bruno Casoni, Corrado Borgatti, Luigi Gallerani, Pier Lorenzo Folchi, e Partecipanza attiva, con Mirco Gallerani, Alessandro Tassinari e Renato Minelli, entrambe schierate per un fronte comune, perché ormai “stanche di ritardi, promesse non mantenute, mancanza di rispetto dello statuto e dei capisti”. Anche se per Renato Minelli non occorre più fare distinzione tra liste, in quanto “non esistono più: si costituiscono solo come vettori elettorali, e in Partecipanza ora rappresentiamo solo il gruppo di minoranza”.
Per affrontare bene le divisioni ventennali, la “minoranza” espone quattro problemi da risolvere: “Fare la distinzione fra capisti, o figli di capisti, e fumanti; sottoscrivere i contratti, ancora allo stato di bozza; definire le modalità di liquidazione, e dove attingere la somma per liquidare coloro che hanno optato per una quota in denaro. Infine, sollecitare la Regione per avere un parere nel merito della legge 168 sulle autonomie della/e partecipanza/e” dichiara Corrado Borgatti della Casa del Partecipante.
Sempre più chiara è la convinzione di essere all’epilogo di “una situazione già al principio difficile, con la creazione di una maggioranza pasticciata, pasticciona, inconcludente, impreparata, disorganizzata e non all’altezza del compito delicatissimo delle divisioni, a cui è da imputare la responsabilità del ritardo, e nemmeno in grado di mediar le posizioni dei futuri conduttori capisti e di coloro che hanno esercitato il diritto a una quota ventennale una tantum in denaro al posto del capo”.
La maggioranza, dunque, secondo la Casa del Partecipante, sta lasciando insoddisfatti “i capisti conduttori dei terreni che si sono trovati a far fronte a un aumento dell’affitto del costo ettaro per evitare quella preoccupante base d’asta inizialmente proposta a inizio mandato”, ma anche “gli opzionisti perché rischiano di trovarsi liquidati con una misera questua annuale con la pur sempre remota possibilità di ritrovarsi dall’oggi al domani a dover gestire un capo”
Occorrebbe dunque “fare un passo indietro e rimettere il mandato nelle mani del consigliere Anziano con il compito di formare una squadra che sia l’espressione del consiglio intero, perché le divisioni non sono e non devono essere un compito di una maggioranza”. E, conclude Borgatti, “siamo certi ci sia ancora lo spazio per un accordo di buonsenso, anche economico, che soddisfi le due anime partecipanti, ma se questo non fosse possibile bisognerà procedere alle divisioni a norma di statuto vigente”.
Anche secondo Mirco Gallerani di Partecipanza attiva, “la situazione attuale è senza via d’uscita: mancano ancora un parere di legittimità, il nulla osta della Regione e dell’ufficio tributario, e un parere economico dei Revisori”. Inoltre, senza “un dirigente capace la Partecipanza si arena, e quello attuale ha già ampiamente dimostrato di essere inadeguato. Se non c’è programmazione e previsione, l’unica soluzione è un nuovo governo”.
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