Bondeno
27 Febbraio 2020
Medici legali danno differenti interpretazioni della causa del decesso di Roberto Menghini nel processo che vede imputato un uomo di 80 anni

Scontro tra consulenze per la morte a un mese dall’incidente

di Daniele Oppo | 2 min

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C’è un contrasto netto tra i consulenti tecnici nell’individuazione della reale causa che ha portato alla morte di Roberto Menghini, 60enne deceduto a un mese dall’incidente stradale che lo vide coinvolto insieme a un altro motociclista sulla Virgiliana, col quale stava facendo una gita fuori porta, nel luglio del 2016.

Menghini, che era un cardiopatico, subì un infarto mentre era in ospedale e morì nel settembre successivo.

Per il medico legale Stefano Malaguti, consulente della procura, l’infarto e, dunque, in sequenza anche il decesso, venne genrato da una rabdomiolisi, ovvero del rilascio nel sangue di sostanze contenute nelle cellule del muscolo scheletrico, che si sarebbero rotte a causa dello shock traumatico generato dall’incidente strale. Questa situazione avrebbe generato insufficienza renale, insufficienza respiratoria e l’infarto al miocardio risultato fatale.

Nell’udienza di mercoledì pomeriggio ci sarebbe dovuto essere il confronto con il consulente della difesa dell’uomo di 81 anni finito a processo per omicidio stradale e assistito dall’avvocato Michele Ciaccia. Malaguti ha avuto un impedimento, perciò è stato sentito solo il medico legale Lorenzo Marinelli secondo cui il decesso dipese dalla situazione cardiaca già compromessa di Menghini, anche perché – secondo la sua lettura –  le analisi non evidenziarono alcuna rabdomiolisi e comunque i suoi effetti si sarebbero dovuti vedere al massimo entro 20 minuti dallo shock traumatico e non a tre ore dal ricovero. Per il consulente della difesa, la vittima ebbe un infarto che poi generò, a cascata, il deperimento delle funzionalità vitali.

Il giudice Giulia Caucci ha aggiornato l’udienza al prossimo 17 giugno per ricalendarizzare un eventuale confronto tra consulenti oppure per decidere se disporre una superperizia che la aiuti a farsi strada tra due interpretazioni dei fatti completamente contrapposte.

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