Mattia Faraoni a Bondeno per dire no al bullismo
Il campione del mondo di kickboxing Mattia Faraoni sarà a Bondeno il 5 ottobre per un doppio appuntamento dedicato a bullismo, inclusione e rispetto nello sport
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A Bondeno una rappresentazione storico-teatrale ripercorre il referendum del 2 giugno 1946 e il primo voto delle donne attraverso i protagonisti della comunità locale
Taglio del nastro a Malcantone di Stellata per l’impianto realizzato dal Consorzio della Bonifica Burana con fondi Pnrr. L’opera interessa un territorio di 324mila ettari tra Ferrara, Modena e Mantova
Una tessera di legno da aggiungere a un grande puzzle per ricordare che contrastare fame e povertà è una responsabilità collettiva. È il simbolo scelto quest'anno dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per "Un Pasto al Giorno", la campagna che il 26 e 27 settembre coinvolgerà anche Ferrara e provincia
In una società definita della comunicazione, nella quale paradossalmente è sempre più difficile dare forma alle “fragilità”, l’arte può essere d’aiuto per interpretare stati d’animo e sensazioni. Nelle molteplici letture che si possono fare sull’argomento, arriva come possibile chiave interpretativa lo stile di Marcello Carrà

(archivio)
Sarà una battaglia di consulenze tecniche, sia cinematiche (per la dinamica) che medico-legali, il processo per la morte di Roberto Menghini, 60enne deceduto a un mese dall’incidente stradale che lo vide coinvolto insieme a un altro motociclista sulla Virgiliana, col quale stava facendo una gita fuoriporta, nel luglio del 2016.
Imputato per omicidio stradale è un uomo di 80 anni di Bondeno (difeso dall’avvocato Michele Ciaccia), che quel 28 luglio guidava l’Alfa 156 contro la quale finirono le moto che percorrevano il cavalcavia, mentre l’auto effettuava una manovra di immissione sulla Virgiliana, provenendo da via Cavo Napoleonico.
Secondo il consulente della procura, sentito nell’udienza di venerdì, l’incidente fu causato da un concorso di colpa: l’automobilista avrebbe dovuto avvedersi delle due moto e non iniziare la manovra, i due centauri, pur viaggiando a 50 km/h circa, erano probabilmente distratti, tant’è che non provarono nemmeno a frenare, finendo dritti contro l’Alfa. Una versione che il consulente di parte contesta: ad esempio, il fatto che entrambe le forcelle delle moto (entrambe delle Bmw) fossero rotte, una proprio divelta, l’altra spaccata, porterebbe a concludere che entrambe stessero viaggiando ad alta velocità, tra i 70 e gli 80 km/h, impedendo all’imputato di avvedersi del loro arrivo perché in quei pochi secondi loro erano nascosti dal ‘punto cieco’ del cavalcavia, ovvero erano ancora al di là del punto più alto a lui visibile.
Questo quel che è emerso nell’udienza di venerdì. A novembre si ritornerà in aula, con altri consulenti, per un altro tema: la vittima, che venne ricoverata per le gravi ferite, era un cardiopatico e venne colpita da un infarto in ospedale, che ne causò la morte nel settembre successivo. Secondo il consulente del pubblico ministero, l’infarto potrebbe essere messo in stretto legame causale con l’incidente, eventualità che invece viene contestata dalla difesa.
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