Tutto va bene. Il caso Ferraresi-Solaroli non esiste, è solo strumentalizzazione dell’opposizione e della stampa. Il pass disabili di Nicola Lodi e il suo permanere in una casa Acer sono questioni private in cui è scorretto entrare anche se parliamo di un amministratore pubblico, di opportunità politica e di una vecchia certificazione medica che cozza con la realtà fattuale odierna, di un uomo che dovrebbe avere capacità deambulatorie ridotte, ma che invece corre, solleva pesi e si fa trainare sulla neve su uno slittino.
Nulla di tutto ciò esiste se non nella forma di una macchinazione mediatico-politica di una sinistra sconfitta dopo 73 anni. Così almeno la liquida Alan Fabbri, il sindaco di Ferrara, in un video montato in stile youtuber e pubblicato all’ora di cena di venerdì sulla propria pagina Facebook istituzionale, in una sorta di risposta all’ultimo servizio di PiazzaPulita, trasmissione accusata dallo stesso sindaco di aver ridotto “interviste di più di 20 minuti in 20 secondi, tra l’altro stravolte completamente per poter essere utilizzate a fini propagandistici”.
A lui, comunque, ne bastano dieci di minuti per ringraziare i suoi sostenitori, ricordare di essere il vincitore delle elezioni, ribadire l’“estraneità” sua e di tutta l’amministrazione al dialogo Ferraresi-Solaroli “così come è stata confermata dal consigliere Solaroli in questi giorni”. Estraneità, peraltro, a “qualcosa che non esiste, perché non c’è l’oggetto del contendere, in quanto nessun posto né comunale né privato poi si è materializzato”. Nessuna richiesta di dimissioni, se no dovrebbe farlo anche per “alcuni consiglieri comunali del Pd che sono stati condannati per danno erariale per delle assunzioni non corrette che sono state fatte nella passata amministrazione provinciale” – dice Fabbri riferendosi a Caterina Ferri – “o di altri consiglieri le cui attività private sono sotto indagine da qualche anno”. E comunque “anche davanti a una condanna o a un’indagine non mi vederete mai attaccare qualcuno che è stato democraticamente eletto”. Il voto, insomma, sanifica e imbianca tutto.
Per il sindaco siamo davanti a “un attacco mediatico nei confronti di un’amministrazione che è molto presente” e che sta rivoluzionando il sistema a favore dei ferraresi. Un “accanimento nei confronti miei e di questa amministrazione che ha ottenuto risultati molto importanti”.
Ovviamente è “strumentale molto spesso anche quello che è stato detto nei confronti del vicesindaco”, non è corretto “andare a toccare la sfera personale di una persona che ha un permesso ricevuto da una commissione di medici, riconosciuto dagli uffici preposti ormai dal 2005. Sul piano personale la politica e la comunicazione deve rimanere fuori da certi temi. Brutto e di cattivo gusto usare questioni legate alla salute per attaccare una persona”. Guai, dunque, chiedersi se quello che una volta era un diritto non contestato si sia trasformato in un privilegio non dovuto in capo a un amministratore pubblico, un vice sindaco, confrontando la situazione passata con l’attuale realtà dei fatti, fatta di corse a piedi e in bici, di materassi sollevati e lanciati dalla finestra e di corse in slittino sulla neve. Chi domanda è un ficcanaso e basta.
Il sindaco lo dice perché “come difendo oggi Nicola Lodi, lo farei con ognuno di voi, perché c’è un limite a tutto anche per quel che riguarda la politica e la comunicazione”. E chissà se quel limite vale anche per il suo vicesindaco che prometteva di “fare un culo così” ai giornalisti fastidiosi una volta conquistato il palazzo della Regione.
La casa popolare – e pubblica – di Lodi è altro tema privato: “Ha una casa popolare assegnata, ha una famiglia e ha tutto il diritto di rimanere lì e sta già lavorando per trovare una nuova soluzione”.
“Non ci fermeranno, non ci fermeranno con questi mezzi molto spesso di basso profilo. Porteremo avanti il nostro programma elettorale […] e lo faremo in tutta serenità. La nostra miglior risposta agli attacchi strumentali dell’opposizione – conclude – sarà data con i fatti, con il lavoro e con il sorriso”.
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