Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
A San Valentino, da Wildflowers in via Boccacanale di Santo Stefano 16, l'amore non ha la forma della solita rosa rossa importata dall'altra parte del mondo
Anche il Comitato insegnanti evangelici in Italia (Ciei) si unisce alle parole di protesta dell’Uaar (Unione atei e agnostici razionalisti) per la celebrazione di una messa in orario scolastico in occasione del Natale all’Istituto Perlasca.
“Non è un caso che episodi analoghi si segnalino in tutto il territorio nazionale – scrivono gli evangelici -. Da Roma a Ferrara, la parola d’ordine è la stessa: presiedere la sfera pubblica, cominciando dalla scuola. Nello stesso giorno, il 20 dicembre, il Papa in visita a un liceo di Roma e a Ferrara la messa in orario scolastico riaffermano la volontà clericale non tanto di essere presente, ma di occupare il posto d’onore, soprattutto mediatico. Stupisce anche il richiamo all’autonomia scolastica invocata dall’assessore all’Istruzione Kusiak, come se non fosse al corrente che l’autonomia si esercita nel rispetto delle norme costituzionali e della legalità”.
“È grave e antigiuridico che le pratiche religiose e gli atti di culto abbiano luogo e svolgimento in orario scolastico – scrive il comitato -. La facoltà di parteciparvi o meno non elimina il fatto obiettivo del turbamento dell’attività scolastica, consistente nella soppressione dell’ora di ordinario insegnamento e nella previsione, in luogo di essa, della effettuazione di una attività affatto estranea alle finalità della scuola statale”.
“Detto questo – concludono gli insegnanti evangelici -, vogliamo inoltre denunciare l’uso strumentale e distorto che certe classi dirigenti stanno facendo della religione e dei simboli religiosi, che si vorrebbero imporre sulle teste degli alunni ed esporre sui muri delle scuole statali, offendendo in questo modo la coscienza (libera) di quanti, come i sottoscritti, hanno una vera fede cristiana e di quanti, in base alla stessa libertà, hanno facoltà di non aderire ad alcuna confessione”.
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