Spaccio in zona Gad, arrestato un uomo dalla Squadra Mobile
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Non è più per omesso referto, come inizialmente ipotizzato, ma per depistaggio, il fascicolo d'indagine che la Procura di Ferrara ha aperto dopo il presunto ritardo da parte del Sant'Anna nell'informare l'autorità giudiziaria delle morti sospette dell'81enne Gabriella Cimatti e della 70enne Mara Cremonini
Arriva una svolta importante nell'inchiesta per le morti sospette delle pazienti Gabriella Cimatti, 81enne di Forlì, e Mara Cremonini, 70enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, avvenute a luglio 2023, nell'arco di ventiquattro ore, dopo lo stesso intervento di chirurgia oftalmica all'ospedale Sant'Anna di Cona
Ha raggiunto un accordo per patteggiare due anni di pena - subordinata a un percorso di otto mesi al Centro Ascolto Uomini Maltrattanti - la guardia giurata 59enne finita a processo con la pesante accusa violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni
È stato arrestato per spaccio dopo oltre ventiquattro ore trascorse al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna di Cona, dove era stato accompagnato dalla Polizia di Stato per consentire l'espulsione di alcuni ovuli che aveva ingerito, verosimilmente contenenti cocaina

Pier Paolo Padovani (foto da Facebook)
Incarico conferito e autopsia eseguita in giornata sulla salma di Pier Paolo Padovani, deceduto per una sospetta meningite il 25 novembre al Sant’Anna dove era giunto in condizioni disperate dopo essere stato rimandato a casa dai medici appena il giorno precedente.
Per avere i risultati servirà del tempo: il medico legale Donatella Fedeli nominato dal pm Fabrizio Valloni ha chiesto 60 giorni di tempo per consegnare l’elaborato peritale, ma i tempi sono destinati ad allungarsi anche per la necessità di far eseguire delle analisi specialistiche a un infettivologo, ancora da individuare e a cui affidare il relativo incarico.
Per la morte sette medici del Sant’Anna (dei reparti di Ematologia, Rianimazione e Pronto soccorso difesi dagli avvocati Michele Ciaccia, Marco Linguerri e Giuseppe Moretti) sono stati iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo.
Da quanto si apprende, le analisi preliminari avrebbero confermato una morte per sepsi da meningococco conseguente alla meningite e ciò che il consulente dovrà valutare con attenzione è se la situazione di Padovani al primo accesso della tarda serata del 24 novembre al Pronto soccorso del Sant’Anna fosse già riconoscibile e tale da consigliarne il ricovero. Quello che si sa è che in quel frangente non vennero riscontrati i segni tipici della meningite da meningococco e ciò portò i sanitari a dimetterlo in nottata, rimandando la valutazione al medico curante, pur in presenza di analisi con valori differenti da quelli di riferimento. Per il consulente della famiglia (assistita dall’avvocato Monica Tartari) erano tali da dover far propendere per un ricovero precauzionale.
I segni invece erano ben presenti al secondo accesso, purtroppo tardivo, quello del pomeriggio del 25 novembre, quando Padovani arrivò in ambulanza e in condizioni già estremamente gravi e compromesse, tanto da essere ricoverato subito in Rianimazione, dove morì poco dopo le 20.
Il medico legale dovrà valutare anche se, visto il precipitarsi degli eventi, un eventuale ricovero il giorno precedente avrebbe potuto cambiare l’esito di questa triste vicenda. Padovani si sarebbe potuto salvare se fosse rimasto in ospedale già dopo il primo accesso al pronto soccorso?
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