Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Una perizia stabilirà se al tempo era capace d’intendere e di volere e se sia oggi capace di stare in giudizio. Di certo su M.M. pende un’accusa gravissima, quella di tentato omicidio per aver staccato la spina al respiratore che teneva in vita la sua anziana vicina di stanza in ospedale.
Il fatto è avvenuto il 4 novembre del 2018 all’ospedale di Cona, dove l’uomo era ricoverato per dei problemi polmonari. Il suo gesto sarebbe stato dettato dal fastidio per un sibilo emesso dalla pompa del respiratore. Per questo avrebbe staccato direttamente il cavo della corrente e poi chiuso la porta della stanza. Ad accorgersi di tutto, e per fortuna, è stata un’infermiera che, notando la porta chiusa, è entrata per controllare che tutto fosse in regola e ha trovato l’uomo con ancora la spina in mano.
Il suo difensore, l’avvocato Stefano Tubi, ha depositato una consulenza psichiatrica che lascia molti dubbi sulla capacità d’intendere e di volere dell’uomo, anche per via di una malattia che lo colpisce da tempo. Il collegio giudicante ha disposto una perizia a tal fine, per dirimere eventuali dubbi residui.
Il tribunale ha anche disposto una perizia medica per valutare la capacità dell’imputato di rimanere in carcere – dove il suo soggiorno è molto problematico – anche sulla scorta di una relazione sanitaria effettuata dal medico dell’Arginone, datata marzo 2019, che afferma l’incompatibilità con la detenzione carceraria.
Al momento, con anche il parere negativo espresso dal pm Ciro Alberto Savino, è stata negata la revoca della detenzione, ma entro fine mese è atteso il responso del medico per una nuova – ed eventualmente diversa – decisione.
“Io non avrei mai fatto del male alla signora”, ha comunque detto l’imputato in una estemporanea dichiarazione rivolta ai giudici.
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