Aveva visto bene la difesa, la competenza territoriale non spettava a Ferrara ma a Novara, dove è stato compiuto il reato più grave. E così è tutto da rifare il processo contro Calogero Marcenò, il “re” delle truffe online: il giudice ha accolto l’eccezione presentata dal suo difensore, l’avvocato Salvatore Mirabile, e ha disposto la trasmissione delle carte al tribunale piemontese.
Marcenò, 29enne di Caltanissetta e residente in provincia di Ferrara, è associato a numerosissime truffe online – in rete il suo nome è notissimo, le procure di mezza Italia hanno avuto a che fare con lui, ma sembra che abbia finalmente cambiato vita dopo le prime condanne – ed è a processo per dei raggiri compiuti tra il 2016 e il 2017 tramite la consueta pubblicazione di annunci sui soliti canali dedicati alla vendita tra privati, soprattutto di cose usate (Subito.it, Kijiji, eBay). In tutto trentatré capi d’imputazione.
Ma da Ferrara il procedimento verrà spostato, come detto, a Novara, dove aveva incassato il vaglia postale più cospicuo in una serie di truffe che gli ha permesso di incassare circa 10mila euro senza aver mai consegnato davvero nulla.
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