Una pena più severa di quella richiesta dalla procura, seppure con il beneficio della sospensione condizionale e della non menzione. Il giudice Alessandra Martinelli ha condannato T.B., giovane di 23 anni, per omicidio colposo per aver provocato la morte del giovanissimo Nicola Coltelli il 19 dicembre 2015, in un incidente stradale.
Il giudice, alla fine, ha ritenuto che provata la tesi dell’accusa e della parte civile, ovvero che T.B (insieme a un amico) stesse camminando dentro la carreggiata in via Vallelunga, verso le 17,30, con il sole già calato, indossando abiti scuri e senza dispositivi in grado di segnalare la posizione in una strada non illuminata. In questo modo avrebbe contribuito al sinistro stradale, nel quale il giovane Coltelli, che quel giorno compiva 17 anni e viaggiava a bordo della sua moto da cross, lo colpì sul fianco sinistro, perdendo poi il controllo del mezzo e finendo fatalmente contro il guardrail.
La procura, con il vpo Alessandro Rossetti, aveva chiesto la condanna a un anno e mezzo.
Il giudice – che riconosciuto l’equivalenza tra un’aggravante contestata e le attenuanti generiche – ha condannato l’imputato anche al risarcimento del danno, da liquidarsi in un separato processo civile, disponendo una provvisionale da 100mila per ciascuno dei genitori, costituitisi in giudizio con l’assistenza dell’avvocato Lavinia Cantà del Foro di Rovigo che, a margine dell’udienza ha commentato: “L’impianto come ricostruito nell’udienza del 9 settembre ha retto”. Nessuna parola invece dai genitori del giovane Coltelli, che dopo il pronunciamento del giudice si sono stretti in un lungo e commosso abbraccio.
“Nonostante l’esito si rimane convinti della correttezza di quanto ricostruito da parte della difesa”, commenta l’avvocato Massimo Cipolla, difensore dell’imputato, “attendiamo le motivazioni perché un fatto che costituisce una disgrazia non può avere un esito come quello odierno”.
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