Attualità
2 Agosto 2019
Attenzione alta, ma nessun allarme in corso sul virus. Libanore (Malattie infettive): “Nessun caso accertato nel Ferrarese finora”

West Nile. Contagiato a Carpi, curato a Ferrara

di Daniele Oppo | 2 min

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Marco Libanore, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive

“Non ci sono contagi umani accertati nel Ferrarese finora”. Prima di tutto, dalle parole di Marco Libanore, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive all’ospedale di Cona, arriva una rassicurazione sulla diffusione della febbre West Nile a Ferrara, che l’anno scorso provocò dieci decessi nella sola nostra provincia, generando preoccupazione.

Insomma, l’attenzione rimane sempre alta, ma non c’è nessun allarme in corso o incubo che ritorna, almeno finora.

È però vero, come riportato da La Nuova Ferrara, che i sanitari del Sant’Anna hanno accertato qualche giorno fa un caso di positività al virus nel sangue e nelle urine di un paziente di 61 anni proveniente da Carpi, in provincia di Modena. E si tratta di un caso molto particolare, unico finora.

Il fatto, come riassunto dal medico a questo giornale, è che già l’estate scorsa era stato infettato dal virus della West Nile a Carpi e che, dopo alcuni mesi di (quantomeno apparente) benessere, a febbraio ha ricominciato ad avere la febbre, accompagnata da problemi neurologici periferici. Per questo è stato ricoverato all’ospedale modenese per lungo tempo e poi trasferito a Cona, dove la Neurologia è un centro di riferimento, e qui, spiega Libanore “insieme alla direttrice Valeria Tugnoli abbiamo deciso di rivalutare tutto il quadro”.

L’uomo è stato dunque sottoposto nuovamente ai test per vedere se avesse contratto qualche tipo di virus ed è stato trovato positivo a quello della West Nile.  “Non ci aspettavamo che ci fosse in ballo ancora questo discorso, anche perché ha avuto mesi di asintomaticità. Bisogna capire se si tratta di una cronicizzazione del precedente contagio, con un andamento della malattia altalenante, oppure di un nuovo ceppo”. Il fatto che l’uomo abbia una malattia ematologica che gli impedisce di produrre anticorpi a sufficienza, potrebbe anche spiegare il perché – eventualmente – si possa trattare anche di un ‘trascinamento’ della malattia dallo scorso anno.

I campioni isolati a Cona sono stati mandati a Bologna per eseguire un confronto con quelli dello scorso anno. “È una situazione atipica, mai capitata in passato”, osserva Libanore, e anche per questo l’attenzione sul paziente rimane molto alta.

Una nota della Regione arrivata nel primo pomeriggio di giovedì conferma nella sostanza quanto già spiegato da Libanore: “Sono in corso tutte le analisi necessarie per accertare se il quadro clinico presentato sia riconducibile a una nuova infezione da virus West Nile o piuttosto all’infezione pregressa contratta nel 2018. Gli esiti – recentissimi – della sorveglianza per circolazione del virus West Nile sul territorio modenese sono tuttora negativi; motivo per cui al momento non sono state attivate le misure straordinarie previste dal piano arbovirosi della Regione”.

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