Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
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Duro attacco del senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti sulla gestione delle nuove regole per le concessioni balneari. Secondo l’esponente pentastellato, lo schema di bando-tipo che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe definire entro trenta giorni resta avvolto da scarsa trasparenza
Una cittadina di Comacchio porta al Parlamento europeo una petizione per aprire il dibattito sull’abolizione della caccia sportiva nell’Unione europea
Nel confronto quotidiano con i cittadini del territorio stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza bisogni concreti e trasversali che oggi non trovano una risposta strutturata. Situazioni che, secondo Mariella Caputo, candidata di Fratelli d’Italia alle elezioni comunali di Comacchio, dimostrano come manchi oggi un vero presidio di ascolto e di collegamento tra istituzioni e comunità
Una cittadina di Comacchio chiede all’Europa più strumenti di cooperazione per contrastare tratta, sfruttamento e possibili reti transnazionali
Comacchio. Si chiude definitivamente la vicenda del ‘filmino di Carnevale’ che ha visto imputati 11 carabinieri della compagnia di Comacchio, accusati di diffamazione nei confronti del loro ex comandante. Con le assoluzioni disposte dalla Cassazione termina cadono infatti anche le accuse nei confronti di Paolo Ferrari, ex comandante della compagnia di Casal Di Principe che nel 2011, all’epoca dei fatti era di stanza a Comacchio come ausiliario.
Una “sentenza doverosa”, commenta il suo avvocato Michele Spina, che sottolinea come per il suo assistito la visione del filmino ‘incriminato’ fosse semplicemente “un episodio goliardico, avvenuto per rafforzare lo spirito di cameratismo tra i militari”. Durante il Carnevale del 2011 infatti una decina di carabinieri si ritrovarono in un’abitazione privata e lì assistettero ai 59 minuti di filmato dai toni piuttosto irriverenti verso l’ex comandante della compagnia.
Da quella serata si originò un lungo iter giudiziario, giunto fino alle piene assoluzioni in Cassazione, nonostante i ricorsi della procura militare di Verona. A determinare l’assoluzione, oltre al proposito ‘goliardico’ del video è anche una motivazione di carattere formale: gli imputati infatti non hanno mai fatto circolare il suo contenuto e anzi chi lo visionò durante la serata in compagnia invitò a distruggere il dvd.
Per l’avvocato Spina la sentenza della Cassazione restituisce la dignità al proprio assistito, descritto come “un militare che ha avuto una carriera importante con incarichi molto impegnativi e ad alto rischio, come il comando della compagnia di Casal di Principe”, ovvero la ‘patria’ del clan dei Casalesi spesso identificata come il centro di gravità della camorra casertana.
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