Sedicenne scomparso nel Mantovano trovato senza vita nel Po a Stellata
Il corpo è stato individuato nei pressi di una chiatta galleggiante. Da giorni erano in corso le ricerche lungo il fiume dopo la scomparsa da Borgo Mantovano
Il corpo è stato individuato nei pressi di una chiatta galleggiante. Da giorni erano in corso le ricerche lungo il fiume dopo la scomparsa da Borgo Mantovano
Era in sella al suo Yamaha T Max 500 quando, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, si è scontrato contro una Fiat Panda che procedeva nel senso opposto. L'impatto è stato violentissimo e il centauro, Mirco Maritan, 63 anni a novembre, è deceduto durante il trasporto in ospedale
Una lite scoppiata nel cuore della notte sulle Mura di Ferrara si è conclusa con due uomini trasportati in ospedale. È accaduto intorno all'una nella zona di viale IV Novembre, dove sono intervenute le Volanti della Polizia di Stato, con il supporto dei Carabinieri
L'allarme intorno alle 19.30. Mobilitato anche l'elisoccorso da Ravenna. Trasportato a Cona, non si trova in pericolo di vita
A finire nei guai è un 31enne residente in provincia. L'operazione è nata quando gli agenti hanno notato l'uomo allontanarsi a forte velocità dallo scalo ferroviario in direzione Pontelagoscuro, dopo aver lasciato un connazionale nel piazzale della stazione
Dopo due ore e mezza di camera di consiglio nell’aula bunker di Mestre, la Corte d’Assise di appello di Venezia conferma parzialmente la condanna di primo grado nei confronti di Sergio Benazzo e Gianina Pistroescu.
L’idraulico di Villadose e la sua ex compagna che fece da maman a Paula Burci sono stati condannati a carcere a vita per l’omicidio della ragazza di 18 anni, uccisa e forse bruciata viva dieci anni fa, il cui corpo è stato ritrovato nella zona golenale di Zocca di Ro il 24 marzo del 2008.
Per entrambi la Corte – con presidente il giudice Elisa Mariani e a latere il giudice Michele Medici – ha dichiarato il non luogo a procedere per occultamento di cadavere, caduto già in prescrizione ai temi del processo di Rovigo.
Presenti al processo come parte civile c’era Aurelian, fratello minore di Paula, che a Estense.com ha confessato di aver avuto molta paura per l’esito del processo dopo che il procuratore generale in appello aveva chiesto l’assoluzione per entrambi gli imputati.
Il suo avvocato Chiara Lazzari aveva lo stesso timore ma, all’usicta dell’aula bunker, può esultare: “oggi possiamo dire che giustizia è fatta”.
Di tutt’altro avviso gli avvocati della difesa con Rocco Marsiglia, difensore della Pistroescu, che spera ancora di poter ribaltare il verdetto in Cassazione. Per questo si sente di dire che “ci rivederemo qui a Venezia”, lasciando intendere che la Cassazione potrebbe ribaltare nuovamente il verdetto dell’appello come successo nel 2012.
È il quinto processo che scandisce la tragica storia di Paula Burci. Il primo grado a Ferrara e il secondo a Bologna avevano decretato l’ergastolo con isolamento diurno per due mesi per due degli assassini della diciannovenne, trovata carbonizzata in riva al Po. Stesso copione a Rovigo per il primo grado del processo gemello.
Benazzo e Pistroescu vennero infatti condannati a fine pena mai in primo grado dalla Corte d’Assise di Ferrara, pena confermata anche in appello. Ma la Cassazione accolse l’eccezione della difesa e annullò tutto per incompetenza territoriale del tribunale di Ferrara, rinviando carte e processo a Rovigo e decretando la scarcerazione dei due imputati per decorrenza dei termini di detenzione preventiva. Benazzo e Pistroescu sono tuttora a piede libero (per loro obbligo di dimora e di firma) e tali rimarranno fino a una eventuale sentenza definitiva.
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