Montagnone, nuovi scivoli al posto di quelli degli anni Ottanta
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Sono stati sostituiti gli scivoli del montagnone di viale Alfonso I d’Este. L’intervento è stato realizzato dal Comune di Ferrara e Ferrara Tua, ed eseguito da Città Verde
Un involucro con 113 grammi di hashish e un bilancino di precisione è stato trovato dai carabinieri all’interno di un’area verde pubblica di Portomaggiore
Irregolarità nelle procedure di congelamento delle materie prime e nei tempi di conservazione dei prodotti semilavorati. È quanto emerso durante un controllo effettuato dai carabinieri
I carabinieri intervengono dopo la segnalazione di una donna. Contestata l'aggravante per la vicinanza a luoghi frequentati da minori
Un settore cardine dell’economia regionale, sul quale tuttavia gravano gli effetti del cambiamento climatico, l’aumento delle temperature delle acque, gli episodi di ipossia e anossia e la diffusione delle specie invasive
Nuove prove a carico degli imputati che dimostrerebbero come ci fu un piano per sottrarre uno dei maggiori cespiti patrimoniali della società ai futuri creditori.
Ha subito una sterzata il processo per il crac della Cmr, la cooperativa nata dalle ceneri della Coopcostruttori, il cui fallimento ha portato in tribunale l’ex dg Pier Bruno Caravita, l’imprenditore Paolo Conforti e altri otto imputati sui quali pendono a vario titolo 21 capi di imputazione che vanno dalla bancarotta distrattiva a quelle dissipativa e preferenziale.
Sul banco dei testimoni è salita la curatrice fallimentare Raffaella Margotti, che ha illustrato al collegio dei giudici una nuova documentazione acquisita in corso d’opera. La curatrice ha prodotto documenti trovati nel server dei computer di Cmr riguardanti Serco, la cui alienazione rappresenta uno dei nodi del processo.
Secondo l’accusa infatti i vertici di Cmr si premunirono di vendere alcuni immobili di proprietà (diretta o indiretta) della cooperativa a un prezzo più basso rispetto al valore di acquisto e la stessa operazione avrebbero messo in campo per Serco, venduta al 60% al Gruppo Nettuno dell’imprenditore Conforti, per un prezzo che avrebbe depauperato la coop, contribuendo al fallimento.
Ora, la curatrice ha sostenuto che quelle delibere che decretarono il prezzo di vendita vennero retrodatate, mentre in realtà la loro redazione risalirebbe all’ottobre del 2010. Un mese prima della richiesta di concordato preventivo fatta da Cmr. Quei documenti, secondo l’accusa, sarebbero la prova del meccanismo messo in atto per alienare la partecipata e toglierla dal successivo controllo del commissario.
Al termine dell’esame della Margotti, l’accusa ha depositato altra documentazione per esaminare la quale le difese hanno chiesto termini adeguati. Tra queste nuove prove ci sarebbe una e-mail dalla quale partì l’ordine di retrodatare le delibere in esame.
La prossima udienza è attesa ad aprile.
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