Cronaca
15 Febbraio 2018
La Corte d'Appello ribalta la sentenza di primo grado, per i giudici felsinei “il fatto non sussiste”

Avvocato assolto dall’accusa di stalking

di Daniele Oppo | 1 min

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Il fatto non sussiste. È la formula usata dalla Corte d’Appello di Bologna per assolvere dall’accusa di stalking l’avvocato Corso Buscaroli.

La vicenda è risalente al 2010 e nasce dalle accuse mosse dai fratelli Patrizia e Cristiano Eustachio nei confronti di Buscaroli e del padre Pietro (assolto fina dal primo grado): una diatriba su un bene ereditario degli Eustachio, secondo l’accusa, si trasformò in atti persecutori da parte di Buscaroli, che avrebbe preteso dei crediti con insistenti e minacciose telefonate (ci fu anche un procedimento parallelo e a parti invertite per appropriazione indebita).

Il legale era stato condannato dal tribunale di Ferrara a 4 mesi di reclusione nel 2012. Sentenza confermata in appello, ma annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione – con interessamento anche delle Sezioni Unite penali per una questione di diritto sollevata dal difensore di Buscaroli, l’avvocato Alessandro Pellegrini del Foro di Bologna – e ritornata ai giudici felsinei che, dopo tre udienze, hanno ribaltato l’esito del processo, assolvendo Buscaroli con la formula più ampia: il fatto non sussiste, nessuno stalking.

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