Spal, vittoria di misura al “Mazza”: Gomez firma l’1-0 sulla Vis Cittadella
Quinto successo stagionale del campionato della Spal, che supera 1-0 la Vis Cittadella al "Paolo Mazza" al termine di una gara sofferta e a due facce
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La commemorazione in piazza Trento Trieste per la 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Alberti (Anmil): "Stabilità strettamente legata alla sicurezza"
Il Club Officina Ferrarese del Motorismo Storico festeggia domenica 11 ottobre il proprio anniversario con una giornata che coinvolgerà circa cento vetture, dalla Darsena di Ferrara a Poggio Renatico
A Ferrara, l’attività si è svolta presso la Scuola Secondaria di I° grado “G. Bentivoglio” di Poggio Renatico
Sono le intercettazioni, telefoniche e ambientali, a ricoprire un ruolo centrale nell'impianto accusatorio del processo a carico di Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne di Argenta alla sbarra per l'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, l'83enne morto il 5 settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell'ospedale Mazzolani-Vandini
“Erano in tre incappucciati, si vedevano solo gli occhi. Ci hanno preso soldi e oro e tenuti fermi più di un’ora”. Comincia così il racconto di Venusta Ori, un’anziana ottantenne rapinata da una banda di malviventi che ha fatto irruzione nell’abitazione pressoché isolata dove vive con il marito Eugenio Corazza, in via Ponte di Ferro, nelle campagne di Poggio Renatico. Erano entrambi in casa, lunedì scorso attorno alle 18.45, quando hanno dovuto subire questa ‘visita’ inaspettata e per tanti versi inquietante, viste anche le modalità utilizzate dai rapinatori.
Secondo quanto riferisce l’ottantenne, i tre banditi sono arrivati sul posto a bordo di un’auto di grossa cilindrata, hanno appoggiato una scala all’abitazione per raggiungere la porta-finestra che si trova sul balcone al primo piano e l’hanno sfondata. “Noi eravamo in soggiorno al piano terra e abbiamo sentito un gran rumore di sopra”, spiega la signora Venusta. In un attimo i tre si sono mostrati ai due anziani e hanno minacciato di botte l’anziana, dopo averla fatta sedere sul divano. Vogliono soldi, oro, tutto quanto può esserci di valore in casa. Mentre uno di loro li tiene d’occhio, gli altri due rovistano ovunque e trovano denaro e gioielli, per un valore di poco più di mille euro.
Marito e moglie rimangono sequestrati in casa per più di un’ora, senza opporre alcuna resistenza ai banditi. Infine questi si dileguano, non prima di averli minacciati nuovamente. “Mi hanno detto – riferisce l’anziana – di aspettare cinque minuti prima di chiamare aiuto, altrimenti mi bruciavano la casa. Poi sono andati via. Ho sentito una gran ‘sgasata’ sulla strada, ma non ho visto l’auto, era buio e loro avevano le luci spente. Eppoi non mi sono nemmeno azzardata a uscire, ho solo intravisto”.
Passata la paura, la donna ha chiamato i familiari che a loro volta hanno allertato i carabinieri. Sul posto si sono portate tre pattuglie che hanno raccolto la testimonianza delle vittime e cercato ogni elemento utile alle indagini, tracce e impronte lasciate dai malviventi.
“Uno di loro era sicuramente italiano – ricorda la signora Venusta – ma gli altri due avevano un accento strano, secondo me dell’est, forse rumeni o giù di lì. Non erano armati, no, non avevano in mano nulla, nemmeno bastoni, anche se qualcosa devono aver usato per sfondare il vetro al piano di sopra”. A quanto pare non è la prima volta che i due coniugi subiscono furti: “In 15 anni sono già venuti 10 volte, tre solo quest’anno, ma non eravamo mai in casa. Adesso però abbiamo paura e non sappiamo cosa fare, se anche prendessimo un cane da guardia poi il rischio è che lo avvelenino, non serve a niente”.
Il ‘modus operandi’ della banda farebbe pensare a quello dei ladri che hanno messo a segno una serie di furti a Ferrara in centro e appena fuori le Mura, utilizzando un’Audi grigia. E’ solo un’ipotesi, ma anche in quei casi i malviventi sono entrati in azione con le prime ore di buio prediligendo le case vicine alle vie di grande percorrenza, arrampicandosi fino ai primi piani, scardinano le finestre e facendo razzia. L’ipotesi è che possano aver allargato il raggio d’azione e alzato il tiro, noncuranti questa volta della presenza di persone nell’abitazione presa di mira.
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