Berco: “Una calma apparente”
La chiusura dello stabilimento di Berco a Castelfranco Veneto non lascia tranquilli i sindacati ferraresi
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Non arriva Mohammad Hannoun, ma il carcere di Ferrara entra comunque a pieno titolo nell’inchiesta sulla presunta cellula italiana di Hamas. In via Arginone sono stati infatti trasferiti due degli arrestati nell’operazione
Dopo la condanna a sei anni in primo grado per aver palpeggiato tre ragazze tra la zona della Darsena e il centro storico, gli avvocati di Favor Osagiede hanno ottenuto un concordato in appello che ha consentito una riduzione della pena al di sotto dei 5 anni
Chiude la Berco, ma non quella di Copparo. Entro il 31 marzo gli ultimi 50 dipendenti dello stabilimento di Castelfranco Veneto lasceranno il loro posto di lavoro
Una moria massiccia di pesci nel canal Bianco, tra Barco e Pontelagoscuro, ha suscitato preoccupazione tra i residenti e gli utenti dei social, con una segnalazione pubblicata da Roberto Segala che documenta fotograficamente il fenomeno
Riconosciuti rispettivamente al 70 e al 90 percento. Forse non abbastanza per andare al di là del ragionevole dubbio, ma in misure sufficiente per non far smuovere l’accusa nei loro confronti: aver rapinato, sequestrato e percosso il titolare del compro-oro Aurum di corso Porta Mare lo scorso 28 gennaio.
Martedì mattina davanti al giudice per le indagini preliminari si è tenuto l’incidente probatorio – richiesto dall’avvocato Alberto Bova – per il riconoscimento dei fratelli D.J, 22 anni, e K.B. 28 anni, entrambi cittadini italiani, appartenenti a una famiglia nomade di etnia Rom residente nel territorio di Jolanda di Savoia. I due sono ritenuti gli autori materiali della rapina (oltre che di sequestro di persona e lesioni) ma secondo la difesa ci sono elementi per dimostrare che la vittima abbia indicato le persone sbagliate: a partire dall’altezza di uno dei fratelli, riferita agli inquirenti come 1 metro e 60 circa, mentre in realtà sarebbe più vicina al metro e ottanta, oppure il taglio di capelli.
Durante il riconoscimento, nei riguardi di uno dei due arrestati il 73enne titolare dell’Aurum ha dapprima indicato una persona diversa, poi invitato a guardare bene dal pm, ha riconosciuto al 70% il giovane arrestato. Per l’altro, invece, il riconoscimento è stato al 90%. Basterà per scagionarli? Al momento non si sa, ma l’avvocato Bova – subentrato nella difesa al precedente legale – annuncia che chiederà che vengano quantomeno messi ai domiciliari, anche perché incensurati.
Cinque arresti per la violenta rapina al compro oro
Durante le indagini i due fratelli erano stati riconosciuti entrambi in fotografia dalla vittima e la loro presenza in corso Porta Mare al momento del colpo è stata accertata tramite l’analisi delle celle telefoniche attivate.
Secondo l’accusa i due avrebbero portato via il contenuto della cassaforte (denaro, 1,3 kg di preziosi in oro e quasi 3 kg d’argento). Prima di allontanarsi avrebbero anche sottratto il denaro contante che l’anziano titolare del compro oro aveva nel portafogli e il telefono cellulare dello stesso. Un bottino complessivo dal valore di 50mila euro.
Con loro vennero arrestate altre tre persone per ricettazione: il padre, un ferrarese e un palermitano. Altri due ricettatori (tra i quali uno zio dei rapinatori) sono stati denunciati a piede libero.
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