Cpr, medico ferrarese fermato in aeroporto
È stato fermato dalla Polizia appena sceso dall'aereo e portato negli uffici della sicurezza dove gli hanno sequestrato il telefonino
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È stato fissato per il 20 gennaio l'inizio per il processo di appello a carico di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano per l'omicidio volontario aggravato del 43enne Davide Buzzi e per quello tentato del 23enne Lorenzo Piccinini
Dopo la chiusura delle indagini, è stato chiesto il rinvio a giudizio per un 24enne di nazionalità italiana, accusato di aver venduto cocaina a Edoardo Bovini, il 19enne morto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2023 davanti al Big Town, a seguito di un improvviso malore collegato all’assunzione della sostanza stupefacente
Un involucro con 113 grammi di hashish e un bilancino di precisione è stato trovato dai carabinieri all’interno di un’area verde pubblica di Portomaggiore
Irregolarità nelle procedure di congelamento delle materie prime e nei tempi di conservazione dei prodotti semilavorati. È quanto emerso durante un controllo effettuato dai carabinieri
È iniziato con l’udienza filtro di giovedì mattina, davanti al tribunale collegiale, il processo per prostituzione minorile, induzione e sfruttamento della prostituzione a carico di due donne nigeriane, arrestate dalla squadra mobile di Ferrara lo scorso febbraio.
Secondo gli investigatori le due donne – Becky David e Chinyere Okoro, rispettivamente di 28 e 33 anni, entrambe detenute a Bologna e difese dall’avvocato Simona Maggiolini – facevano parte di una ramificata organizzazione criminale che reclutava le donne in Nigeria, le accompagnava fino ad una località predefinita e da lì le imbarcava alla volta dell’Italia promettendo una sistemazione lavorativa, grazie alla quale avrebbero ripagato il costo del viaggio.
Arrivate nel nostro Paese scoprivano che il lavoro sicuro in realtà non esisteva e che per ripagare il loro debito avrebbero dovuto vendersi per le strade. Le ragazze venivano quindi costrette a “vendere il loro corpo” per poter saldare il debito contratto con l’organizzazione. Il contratto era stato sancito attraverso un rito voodoo, con il quale le ragazze si impegnavano a restituire l’equivalente di 30mila euro. Oltre che sul voodoo, per obbligare le ragazze, gli aguzzini facevano leva anche su eventuali ritorsioni a cui sarebbero stati esposti i loro familiari rimasti in Nigeria. L’organizzazione si serviva, infine, di alcune donne per il controllo su strada delle ragazze.
L’attività investigativa aveva preso il via durante il maggio del 2016, quando Grace, nome di fantasia di una delle ragazze schiavizzate dagli sfruttatori, aveva deciso di affrancarsi dalla vita di strada e di raccontare tutto agli uomini della polizia di Stato. Grazie alla sua collaborazione gli investigatori della Mobile di Ferrara hanno ricostruito l’odissea delle ragazze soggiogate dall’organizzazione.
Le due imputate vivevano in un appartamento di via Cattaneo insieme ad alcune ragazze costrette a prostituirsi. Il giorno dell’intervento Becky era in treno verso la Puglia ed è stata fermata a Pescara, mentre in casa c’era la Okoro che si era ritagliata un’ampia stanza con tutti i comfort, compreso un televisore da 40 pollici, soldi, e tanti telefoni cellulari; mentre le altre ragazze (quattro quelle presenti al momento dell’intervento) sfruttate vivevano in piccoli tuguri dove non mancavano quantità elevate di preservativi.
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