Unife. Aperto il 635esimo Anno Accademico
È con il tono solenne delle grandi cerimonie e con la profondità della riflessione sul presente storico, che è stato inaugurato ieri - martedì 24 marzo - il nuovo anno accademico dell’Università di Ferrara
È con il tono solenne delle grandi cerimonie e con la profondità della riflessione sul presente storico, che è stato inaugurato ieri - martedì 24 marzo - il nuovo anno accademico dell’Università di Ferrara
I comitati civili ferraresi si fanno parte attiva del passaggio in Assemblea legislativa della legge regionale sugli impianti alimentati a fonti rinnovabili
"Come ci permettevamo ancora di parlare di Shoah e di memoria, mentre intorno a noi sta accadendo quello che accade". È con il racconto di un recente episodio, accaduto a Bologna durante le attività legate alla mostra Remembr House, che il direttore del Meis Amedeo Spagnoletto ha riportato con forza il tema dell'antisemitismo
È stato rinviato a giudizio un 32enne accusato di maltrattamenti e stalking nei confronti dell’ex compagna. Tra gli episodi contestati anche l’invio di una lettera minatoria dal carcere, scritta – almeno in parte – con il proprio sangue
Non sono ancora stati individuati i responsabili, ma sono in corso accertamenti su una truffa informatica ai danni di Clara, messa in atto fingendosi una delle società di servizi che collaborano con l’azienda

Uno scorcio di via Rambaldi
Si è aperto con l’udienza filtro di lunedì il processo a carico di Carlo Dedoni – “l’incubo di via Rambaldi” – e della moglie Virginia Cerasi, imputati a vario titolo per minacce, atti persecutori e atti osceni: una specie di ‘stalking di quartiere’.
Il giudice Varatan Giacomelli ha ammesso le liste testimoniali presentate dai difensori degli imputati (gli avvocati Gianluca Filippone per Dedoni e Riccardo Ziosi per Cerasi) e delle parti civili (rappresentate dall’avvocato Patrizia Micai), chiedendo però di sfoltirle un po’ per non allungare troppo i tempi del processo.
Dedoni – che è agli arresti domiciliari dopo aver patteggiato una pena a un anno, con braccialetto elettronico, per aver massacrato un suo vicino di casa – era presente in udienza, portato dalla polizia penitenziaria.
La vicenda è quella nata con il caso del gatto Poirot per poi culminare quando Dedoni, picchiò a sangue il 61enne Gian Roberto Luzi davanti alla sua abitazione, adiacente a quella dell’aggressore.
Luzi, la moglie Rita Volpi, insieme a un’altra coppia di vicini, Antonio Faedda e Cristina Vici, si sono costituiti parte civile tramite l’avvocato Patrizia Micai e hanno chiesto di sentire come testmoni delle persecuzioni, minacce, violenze e offese che hanno subito i vicini della porta accanto. Almeno fino a gennaio 2017 (periodo di riferimento nel processo).
Si ritorna in aula il prossimo 12 ottobre.
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