Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
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di Simone Pesci
E’ stato un ultimo saluto intimo e sentito, quello dato a Mariella Mangolini e a Galeazzo e Giovanni Bartolucci nella Sala del Commiato della Certosa di Ferrara giovedì pomeriggio, quando si sono svolte le esequie della famiglia cancellata dalla tragedia dello scorso 4 agosto.
La cerimonia, tenutasi in maniera privata e alla quale hanno partecipato i familiari più stretti e alcuni amici di Giovanni, è stata officiata dal cappellano della Certosa di Ferrara don Franco Rogato e da padre Massimiliano De Gasperi di Santo Spirito.
Non ha voluto far mancare la sua vicinanza anche il vescovo di Ferrara Gian Carlo Perego, che in un messaggio letto da don Massimo Manservigi, esprime la volontà di “accompagnare con una preghiera Mariella, Galeazzo e Giovanni, congiuntamente ai loro familiari e amici toccati da questa tragedia”, con la consapevolezza che “nessuno li caccerà più dalla casa del Signore”.
Nella sua omelia padre Massimiliano De Gasperi ha toccato il tema della drammaticità “di questi eventi”, che hanno il potere di “scuoterci profondamente tanto che dentro di noi sentiamo l’ingiustizia di vederci sottratte persone care e amate”.
Don Franco Rogato, invece, ha confidato che continuerà “a ricordare Galeazzo, Giovanni e Mariella anche nelle prossime funzioni”. E ha poi auspicato il silenzio: “ogni parola, di fronte a questi eventi, è inadeguata”.
La strada del silenzio è percorsa anche da Pirro Bartolucci, fratello di Galeazzo, in prima fila durante la cerimonia: “Siamo ancora scossi, non è il momento delle parole”.
Al termine delle esequie il corpo di Mariella Mangolini è stato sepolto in Certosa, mentre quelli di Galeazzo e Giovanni Bartolucci sono stati cremati.
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