Clara: ritiro gratuito di verde e ramaglie dopo il temporale del 15 luglio
A seguito del violento temporale accompagnato da forti raffiche di vento, che nella serata di mercoledì 15 luglio ha colpito il territorio
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Non ce l'ha fatta Yasir Nadeem, l'operaio di 38 anni di nazionalità pakistana rimasto gravemente ferito nella mattinata di giovedì 16 luglio in un incidente sul lavoro avvenuto all'interno della Valli Estensi Srl di Masi Torello
Un processo che, stando alle difese, avrebbe trascurato il contesto in cui maturò la 'mattanza' del Big Town di via Bologna. È questo il filo conduttore degli appelli depositati durante le scorse ore dai legali difensori di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano contro la sentenza della Corte d'Assise del tribunale di Ferrara
"Caro Federico, 39 anni fa toccai il cielo con un dito, nascesti. E ogni anno quel dolce toccare si ripresenta puntuale il 17 di luglio". Lino Aldrovandi ricorda il figlio nel giorno del suo compleanno
Per quarant'anni è stata punto di riferimento per persone con disturbo psichico e difficoltà di inserimento sociale ma il centro diurno Maccacaro è destinato allo sfratto da ottobre

Il barione Xicc++ osservato dal Cern. È composto da due quark pesanti “charm” e un quark leggero “up” (immagine dal sito del Cern)
I ricercatori che lavorano al più grande acceleratore di particelle del mondo, Lhc al Cern di Ginevra (e tra questi un gruppo ferrarese) hanno osservato una nuova particella, chiamata Xicc++, composta da due quark pesanti di tipo c (“charm”) e da un quark leggero di tipo u (“up”). La scoperta, da parte dell’esperimento Lhcb al Cern, è stata recentemente comunicata alla conferenza “Eos Conference on High Enery Physics” in corso a Venezia.
L’esistenza di questa particella della famiglia dei barioni (ossia composti da tre quark) era attesa dalle teorie attuali, ma i fisici sono stati alla ricerca di questi barioni con due quark pesanti per molti anni. La massa della particella recentemente identificata è di circa 3621 MeV, quasi quattro volte più pesante del barione più familiare, il protone, una proprietà derivante dal fatto che la nuova particella contiene due quark charm, che sono appunto quark pesanti.
È la prima volta che questa particella viene individuata con certezza. Trovare un barione con due quark pesanti è di grande interesse perché può fornire uno strumento unico per approfondire la cromodinamica quantistica, la teoria che descrive l’interazione forte, una delle quattro forze fondamentali. La sua osservazione inoltre apre la strada alla ricerca di tutta una famiglia di nuove particelle, contenenti più di un quark pesante nelle varie possibili combinazioni.
Questa scoperta è stata possibile grazie alla grande quantità di quark pesanti che viene prodotta dall’acceleratore Lhc (Large Hadron Collider) e all’elevatissima precisione di ricostruzione e di identificazione delle particelle che caratterizza l’esperimento Lhcb.
Alla collaborazione Lhcb partecipa attivamente un gruppo di fisici dell’Università di Ferrara (Roberto Calabrese, Eleonora Luppi, Luca Tomassetti, Massimiliano Fiorini, Luciano Pappalardo) e della sezione di Ferrara dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Wander Baldini, Concezio Bozzi, Stefania Vecchi). Completano il gruppo tecnologi, tecnici, giovani dottorandi e assegnisti. Il gruppo di Ferrara è fortemente coinvolto in numerose e importanti attività all’interno della collaborazione Lhcb, riguardanti sia la gestione della attuale presa dati (che terminerà nel 2018) che le attività di miglioramento e ottimizzazione previste per la futura presa dati ad alta luminosità, che inizierà nel 2020.
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