Cronaca
31 Marzo 2017
Alessandro Cortesi alla sbarra per le dichiarazioni rese durante il procedimento contro il compagno Centi che picchiò Santini jr

Testimoniò il falso, ex giocatore Spal a processo

di Daniele Oppo | 2 min

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La Procura di Ferrara ha avanzato una richiesta di condanna a tre anni e sei mesi per il 46enne di nazionalità straniera, finito a processo con la duplice accusa di rapina e lesioni nei confronti di un altro uomo di nazionalità tunisina per la violenta aggressione avvenuta due anni fa nelle vicinanze di piazzetta Cacciaguida, a pochi passi dal Castello Estense

tribunale, la legge è uguale per tuttiÈ iniziato il processo contro Alessandro Cortesi, ex giocatore della Spal, accusato di aver testimoniato il falso in un altro processo, quello nei confronti del suo capitano Fernando Luis Centi per aver picchiato, da ubriaco, Andrea Santini, figlio dell’ex numero uno di Carife Alfredo, sponsor biancazzurro nella stagione 2008-2009.

Centi venne condannato sia in primo grado che in appello e Cortesi fornì una ricostruzione che secondo il giudice – Alessandra Testoni – era troppo difforme dalla realtà emersa nel processo e troppo vicina alle tesi difensive: pur presente al momento del pestaggio, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 gennaio 2009, con tre pugni in faccia, disse di non aver visto nulla, scagionando da parte sua il suo compagno di squadra. A processo affermò: “Ho visto Santini che lo ha spinto sulla faccia, Centi è caduto per terra e si sono scontrati. A quel punto sono intervenuto per separarli”. Nessun accenno ai pugni, nonostante Santini jr venne ritrovato dai carabinieri in piazza Ariostea con il volto gonfio e grondante sangue

Santini (costituitosi parte civile anche in questo processo tramite l’avvocato Marco Linguerri) quella notte venne travolto da una scarica di pugni che gli costarono 25 giorni di prognosi dopo aver richiamato Centi – che era ubriaco – a mantenere un comportamento consono all’onore della società di cui portava la fascia di capitano. Il giocatore si difese dicendo di essere stato aggredito, ma venne condannato, con sentenza confermata anche in appello, a 6 mesi di reclusione per lesioni.

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