Cento
22 Febbraio 2017
Un uomo di Cento alla sbarra dopo la compravendita di un cane, condannato solo per frode nel commercio

Accusato di aver maltrattato un cucciolo, assolto

di Daniele Oppo | 2 min

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Cento. Aveva messo in vendita una cucciola di dobermann “in perfette condizioni di salute” con un annuncio su Subito.it ma dopo la compravendita è stato denunciato per truffa, frode nell’esercizio del commercio e maltrattamento di animali.

È finito così di nuovo nei guai Claudio Colletti – già condannato nel 2011 dal tribunale di Ferrara per aver venduto animali malati -, ma questa volta il giudice ha dato in gran parte ragione alla sua difesa, condannandolo solo per la frode nel commercio (mille euro di multa) e assolvendolo pienamente sia per la truffa che per il maltrattamento (mentre la procura aveva chiesto la condanna a 10 mesi e più di mille euro di multa per tutti e tre i reati in continuazione).

I fatti. Colletti aveva pubblicato un annuncio su Subito.it in cui metteva in vendita la cucciola di dobermann al prezzo di 400 euro. Conclusa la compravendita con la signora – con il versamento di un anticipo di 50 euro – sono iniziati i problemi. L’acquirente ha lamentato la magrezza del cane e il fatto che fosse affetto da tosse secca e problemi gastrointestinali. Inoltre sarebbe stato sprovvisto del libretto sanitario attestante le vaccinazioni effettuate.

Nel corso del dibattimento – e su questo ha puntato la difesa sostenuta dall’avvocato Gianni Mantovani – è però emerso che il libretto in realtà c’era, ed è stato effettivamente spedito dall’azienda che aveva allevato il cane. Inoltre la magrezza, la tosse e i problemi gastrointestinali non erano tali da far considerare l’animale maltrattato (per l’intestino la cura somministrata su consiglio specialistico fu solo a base di fermenti lattici) e, soprattutto, erano tutti problemi riscontrati da una visita veterinaria eseguita due mesi dopo la compravendita. Se questi fatti hanno probabilmente portato all’assoluzione per i maltrattamenti, il fatto che lo stesso Colletti si fosse reso disponibile a restituire i soldi e riprendersi il cane è andato a dimostrazione dell’assenza di una sua volontà di truffare l’acquirente.

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