Stava rientrando a casa dalle vacanze pasquali, Ketty Tamara Montagner, la 52enne di Martellago, in provincia di Venezia, morta intorno alle 23 di martedì 7 aprile, nel tratto ferrarese dell'autostrada A13 Bologna-Padova, dopo che l'automobile su cui viaggiava è finita contro un camion
Il Comune di Ferrara, dopo la soccombenza nelle cause su case popolari e impianto a biometano di Gaibanella, deve ora pagare il conto salato della giustizia. Ripercussioni economiche che impattano indirettamente sulla cittadinanza
Tragedia lungo l'Autostrada A13 Bologna-Padova dove, nella tarda serata di martedì 7 aprile, una donna di 52 anni è morta nello scontro tra un'automobile e un camion
Lei - già nota per precedenti legati allo spaccio risalenti al 2012 - è stata condannata a 4 anni 4 mesi di carcere in abbreviato, lui invece è stato ammesso alla messa alla prova. È quello che ha deciso ieri (mercoledì 8 aprile) il gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara per mamma e figlio, 46 e 22 anni, entrambi italiani
Alessandro Coatti, il biologo di 39 anni, nato a Portomaggiore ma originario di Alfonsine, ucciso e fatto a pezzi in Colombia nella città di Santa Marta, sarebbe stato assassinato perché vittima della famigerata truffa del "viaggio del milionario"
Anche il nuovo processo per l’omicidio di Paula Burci decreta due ergastoli per i suoi sfruttatori e aguzzini. Dopo sei ore e mezzo di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rovigo ha accolto le richieste del pm Davide Nalin e condannato Sergio Benazzo, 41 anni, idraulico polesano, e la sua ex compagna Gianina Pistroescu, coetanea romena, all’ergastolo con isolamento diurno di due mesi.
La massima pena detentiva nel processo bis per il brutale omicidio della povera 19enne, massacrata e bruciata nel 2008, è accompagnata da una provvisionale di 50mila euro, oltre al pagamento di 10mila euro di spese di giudizio e al risarcimento da quantificare in sede civile. I familiari della vittima – il fratello, le due sorelle e i genitori – si erano costituiti parte civile con l’avvocato Chiara Lazzari e hanno chiesto un milione e mezzo di euro a testa.
Al termine del processo l’avvocato Rocco Marsiglia, difensore della Pistroescu, si dice perplesso sulla “nebulosità del dibattimento” e parla di una “grande ingiustizia: da questa aula esce un verdetto che lascia senza nome almeno due degli assassini di Paula”, facendo riferimento alle tracce di dna rinvenute sotto le unghie della vittima e non ancora identificate.
In aula era presente anche il fratello di Paula, Aurelian, che si dichiara “soddisfatto per un piccolo di giustizia nei confronti di mia sorella”. Una ragazza picchiata selvaggiamente dai due – e da altri rimasti ignoti – perché voleva ribellarsi alla schiavitù della prostituzione in cui l’avevano costretta, vendendole un sogno che si è trasformato presto in un incubo.
Il gruppo si accanì contro di lei – probabilmente per non farla parlare -, picchiandola a mani nude, con un martello e un forcone, per poi dare fuoco al suo esile corpo e abbandonarla nella Golena del Po a Zocca di Ro, dove venne ritrovata il 24 marzo del 2008.
Benazzo e Pistroescu vennero condannati all’ergastolo in primo grado dalla Corte d’Assise di Ferrara, pena confermata anche in appello. Ma la Cassazione annullò tutto per l’incompetenza territoriale del tribunale di Ferrara, rinviando carte e processo a Rovigo e decretando la scarcerazione dei due imputati per decorrenza dei termini di detenzione preventiva. Benazzo e Pistroescu rimarranno a piede libero fino a una eventuale sentenza definitiva.
VIDEO: l’avvocato Rocco Marsiglia commenta la sentenza
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