Ferrara-Mare, la superstrada verso la trasformazione in autostrada: previsto il pedaggio
La Ferrara-Mare potrebbe cambiare volto e diventare un raccordo con caratteristiche autostradali, con tanto di pedaggio
La Ferrara-Mare potrebbe cambiare volto e diventare un raccordo con caratteristiche autostradali, con tanto di pedaggio
Tra i professionisti perquisiti anche tre che lavorano a Ferrara. Il legale contesta l’operazione e precisa: "Non accusiamo gli agenti, ma la Procura di Ravenna"
È iniziato ieri mattina, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Ferrara, il processo che vede alla sbarra Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, 83 anni, morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta
Dalla rissa aggravata a una nuova, seppur emersa informalmente, ipotesi di reato: quella di tentato omicidio. È l'evoluzione che potrebbe avere il processo per quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2022 al campo sportivo di Consandolo con protagonisti dieci cittadini di nazionalità pakistana
Partiranno sabato 19 settembre, dalle prime ore della mattina, i lavori per la demolizione del fabbricato abbandonato e pericolante che si trova lungo la Strada Statale 309 Romea, in prossimità dell'incrocio di Lido di Spina
Comacchio. Otto proscioglimenti, tre rinvii a giudizio e una posizione ancora in sospeso. È il risultato dell’udienza preliminare nel procedimento per il filmino girato nella caserma di Comacchio e che vedeva imputati dodici militari per diffamazione pluriaggravata nei confronti dell’ex comandante.
L’udienza si è tenuta giovedì mattina davanti al tribunale militare di Verona.
Per il comandante che succedete alla parte offesa è arrivata una sentenza di non luogo a procedere: “L’accusa era di tipo omissivo, ovvero non averne impedito la divulgazione – spiega il suo legale, l’avvocato Massimiliano Casagrande -. Ma il dvd era costituito da spezzoni, senza una trama chiara, in forma criptica. Inoltre erano episodi legati al periodo 2005-2009, prima che il capitano prendesse servizio a Comacchio e dunque non era in condizioni di potersi rendere conto del disvalore giuridico di quel video”. Ma non è improbabile che ci sia un seguito: “Sarei andato volentieri anche a dibattimento – rivela l’avvocato -, perché ci sono punti oscuri nella vicenda: il dvd è stato realizzato nel 2011 ma è giunto in sede giudiziaria solo nel 2015, quando il capitano era all’estero. Ci riserviamo di valutare eventuali azioni”.
Il filmato era stato realizzato probabilmente per schernire l’ex comandante, anche se le difese hanno sempre sostenuto si trattasse solo di una goliardata. Si vede la sagoma di Fabio Savi, membro della banda della Uno Bianca, in stile programma “Blu notte” di Carlo Lucarelli. Sul viso del cartone c’è però la faccia dell’ex comandante. Si sente anche una telefonata di Savi alla fidanzata Eva Mikula, che nella finzione rappresenta la moglie dell’ufficiale.
Il filmato poi venne trasmesso nel febbraio del 2011 durante una cena conviviale tra gli indagati, tenutasi in provincia di Rovigo. Negli spezzoni di riprese gli attori-carabinieri non risparmiano parole di fuoco contro l’ex comandante e altri tre colleghi, definiti come mafiosi e massoni e messi alla berlina per tutto l’arco del lungometraggio. I carabinieri che appaiono nel video sono in tutto otto, e per l’occasione si sono serviti di abiti civili e uniformi di ordinanza, ma anche abiti femminili, utilizzando perfino veicoli di ordinanza, oltre che gli spazi della caserma di Comacchio.
Il dvd venne spedito da mano ignota all’ex comandante, che sporse denuncia facendo partire le indagini della procura militare.
I rinvii a giudizio hanno invece colpito militari che probabilmente hanno avuto una visione decisamente più ampia e tangibile dei contenuti e della portata del dvd. Mentre per un altro imputato la decisione è stata sospesa in quanto gravato da problemi di salute.
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