Attualità
25 Gennaio 2017
Federfarma protesta contro l'aumento della distribuzione diretta in ospedale: "Avremo farmacie senza farmaci"

“Ferrara è un disastro: ha la spesa farmaceutica più alta in regione”

di Elisa Fornasini | 3 min

Leggi anche

“Ferrara è un disastro, ha il massimo disservizio e il massimo costo per gli utenti che non solo subiscono disagi nel recarsi all’ospedale per prendere i farmaci, ma spendono anche di più”. E’ con queste parole che il presidente Federfarma Emilia Romagna, Domenico Dal Re, spiega la situazione della città estense dove si registra la maggior distribuzione diretta e la spesa farmaceutica più alta della regione.

Ferrara, insieme a Rimini, Modena e Reggio Emilia, è la ‘bandiera nera’ della distribuzione per conto, ovvero dell’erogazione di farmaci, acquistati dall’Asl, da parte delle farmacie convenzionate. A questo modello si predilige la distribuzione diretta in ospedale “che dovrebbe essere utilizzata come forma di risparmio – puntualizza Dal Re – e che invece, nei fatti, presenta una spesa maggiore e penalizza gli utenti”.

A causa dell’aumento della distribuzione diretta dei medicinali nelle farmacie ospedaliere, i tanti farmacisti territoriali incroceranno le braccia giovedì 26 gennaio. Lo sciopero, previsto dalle 8.30 alle 12.30, è stato indetto da Federfarma per “evitare che le farmacie si ritrovino senza farmaci, un paradosso e una presa in giro per la collettività”.

Questo sistema, infatti, “mina il ruolo stesso della farmacia nel Sistema Sanitario Nazionale – si legge nel comunicato di protesta – e costringe il cittadino (anche nelle fasce più deboli della popolazione) a ritirare i farmaci nelle farmacie ospedaliere, spesso lontane e con orari ridotti”. Qualche esempio? “Abbiamo un anziano di Ariano Ferrarese che deve andare a prendere i medicinali a Copparo mentre a Filo la cittadinanza è spaccata in due: chi abita verso il fiume, la parte sotto Ravenna, trova i farmaci in farmacia mentre l’altra parte, quella sotto Ferrara, deve andare all’ospedale di Argenta”.

Analizzando i dati delle 1258 farmacie emiliano romagnole, una ogni 3534 abitanti, il presidente del sindacato dei titolari di farmacie private arriva a una conclusione lapalissiana: “Dove la distribuzione diretta è stata sostituita dal Dpc, si riscontrano risultati positivi in termini di risparmio di costi e di qualità di servizio per i cittadini, non più costretti a spostarsi anche di 20-30 km per reperire negli ospedali dei farmaci che potrebbero trovare nella farmacia vicino a casa”.

Per risolvere questo problema, “Federfarma è disposta a ridurre la propria retribuzione sui singoli pezzi distribuiti del 30% – annuncia Del Re – a patto di una riduzione di un terzo dei pazienti presi in carico dalle Asl (30%) entro un anno”. La richiesta passa dalla Regione “che non ha rispettato l’accordo a costo zero siglato nel 2014 e che quindi deve firmare un un nuovo protocollo d’intesa per la graduale diminuzione della distribuzione diretta dei farmaci negli ospedali, a vantaggio della distribuzione per conto alle farmacie, allo scopo di fornire un miglior servizio alla cittadinanza ed incidere sul contenimento della spesa pubblica”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com