Doveva lasciare l’Italia, lo trovano a Mesola: 38enne finisce in carcere
Doveva scontare oltre quattro mesi per fatti avvenuti a Bologna nel 2022. Durante i controlli è emerso anche un decreto di espulsione rimasto senza seguito
Doveva scontare oltre quattro mesi per fatti avvenuti a Bologna nel 2022. Durante i controlli è emerso anche un decreto di espulsione rimasto senza seguito
Nei suoi dispositivi oltre diecimila immagini e video. Dopo l'arresto il giudice dispone i domiciliari
Lino Aldrovandi pubblica le frasi che i bambini avrebbero dovuto leggere al Mazza e si rivolge ai "controllori" di Questura e Lega Calcio. Con Patrizia rinvia anche la consegna della maglia da parte della presidenza della Spal
Controlli rafforzati nei giorni scorsi nel quartiere Giardino e nell'area della stazione, dove la Polizia locale ha identificato 30 persone e controllato 19 automobilisti e dieci conducenti di monopattini elettrici
Sono stati controllati complessivamente 121 veicoli, mentre le infrazioni contestate ammontano a 106: fra queste, alcune per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e altre per l’uso del telefono durante la marcia
Un anno e sette mesi di reclusione, senza il beneficio della sospensione condizionale, da scontare ai domiciliari nella casa famigliare. Questa la sentenza a carico di A.R., il vandalo dell’Ariostea, accusato di stalking verso il direttore della biblioteca, Enrico Spinelli.
Il giudice Luca Marini ha accolto la richiesta di condanna proveniente dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino, riducendone però i termini: da due anni a, appunto, un anno e sette mesi. A.R. avrà la possibilità di lasciare i domiciliari solo per recarsi dal medico psichiatra che lo ha in cura, a Policoro (in Basilicata).
A.R. aveva già raggiunto – tramite la famiglia – una transazione con il Comune di Ferrara, parte civile nel processo tramite l’avvocato Stefano Scafidi, per risarcire il danno inferto all’immobile: una lapide imbrattata di vernice e l’incendio della porta in particolare, con 15mila euro. Transazione rifiutata invece da Spinelli (parte civile, rappresentato dall’avvocato Andrea Toschi), oggetto di vari comportamenti persecutori da parte dell’imputato e che all’uscita dall’udienza afferma con fermezza ai taccuini: “Ho difeso la biblioteca, le persone che ci lavorano e che ringrazio, e il pubblico che aveva necessità di stare in sicurezza e tranquillità. Ho difeso i valori della civiltà contro la violenza”.
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