L’ultimatum per procedere con la bonifica del Palaspecchi è stato prorogato di ulteriori 40 giorni. La nuova ordinanza emessa dal sindaco Tiziano Tagliani detta come termine ultimo il 9 novembre.
Quasi un mese di tempo per ordinare all’azienda di Vittadello di riaprire il cantiere, fermo già da giorni dopo lo svuotamento della prima vasca. Se entro questa scadenza non saranno partiti i lavori, subentrerà il Comune di Ferrara.
E’ a grandi linee il quadro emerso dall’incontro tra il direttore dell’Igiene Pubblica dell’Ausl, Aldo De Togni, e il responsabile sicurezza e immigrazione della Lega Nord, Nicola Lodi.
I tecnici dell’azienda sanitaria, “l’unico ente che sta lavorando per il Palaspecchi perché senza quei verbali la questione sarebbe ancora col freno a mano tirato” commenta Lodi, hanno verbalizzato che attualmente la bonifica è ferma.
Il sindaco avrebbe quindi emesso una nuova ordinanza, “visionata oggi senza dover richiedere l’accesso agli atti” fa sapere l’esponente del Carroccio, che scadrà l’8-9 novembre. “Se in questo lasso di tempo i lavori non saranno ripartiti, come sicuramente sarà perché Vittadello non ha alcuna intenzione di rimettere mano al cantiere, Tagliani ha dichiarato di attivarsi per la bonifica” prosegue Naomo. La ‘patata bollente’ passerebbe quindi al Comune.
Da qui l’appello all’amministrazione: “E’ ora di darsi una mossa, c’è un mese di tempo per emanare le gare di appalto e affidare i lavori a ditte specializzate che possano entrare il 41esimo giorno. Non aspettiamo ancora, il Palaspecchi va sanato subito”. Ma il costo di questa operazione? “Secondo le nostre stime si aggira intorno ai 700mila euro, le cui spese maggiori sono per lo smaltimento dei rifiuti e la pulizia del guano dei piccioni. In caso di rivalsa su Parnasi, che non ha pagato Vittadello per i lavori, i soldi verrebbero restituiti dalla proprietà”.
Insomma, “è stato un incontro molto positivo” commenta il leghista che si dice anche “pienamente soddisfatto” dello sgombero fai-da-te di ieri sera. “Attendiamo le reazioni del sindaco, se a breve non farà qualcosa siamo pronti a tornare – anticipa Lodi -. Ad oggi nessuno è stato identificato o denunciato perchè per far scattare la denuncia di occupazione di suolo pubblico Parnasi dovrebbe querelarci. Fra l’altro sembra che Parnasi non abbia ancora fatto una denuncia per occupazione abusiva perché i costi ricadrebbero sulla proprietà e mantenendo gli abusivi il finanziamento pubblico da 40 milioni di euro del Cdp non arriverà mai. Questo è il preciso disegno di Parnasi di non procedere con il social housing”.
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