Una coincidenza secondo alcuni troppa sospetta per essere ignorata: proprio mentre la comunità nigeriana si ritrovava nei parchetti del Grattacielo per ripulire l’area da rifiuti e sporcizia, il consigliere comunale del Pd Renato Finco chiedeva al Comune di attivarsi per “la sottoscrizione del protocollo regionale al fine di incrementare le attività di volontariato da parte dei richiedenti asilo”. Sfruttando anche i 100mila euro di finanziamenti pubblici derivanti da un accordo regionale sottoscritto nel 2015. Una coincidenza che per alcuni si è già trasformata in una granitica certezza: i nigeriani che abbiamo visto all’opera nei parchetti – sostengono – erano ‘volontari pagati’ e l’iniziativa in zona Gad in realtà grava sulle casse pubbliche.
Ne è convinto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Spath, che ha depositato un’interpellanza alla giunta per conoscere il costo preciso della attività di volontariato messo in campo dalla comunità nigeriana martedì 5 luglio, la provenienza dei fondi per finanziarlo, e se il comune di Ferrara partecipa alla costituzione di questi fondi”. Un sospetto basato anche sul fatto che “per tali attività è stato sottoscritto nel 2015 un accordo-protocollo tra Regione, sindacati, cooperative e associazioni di volontariato, e che le disponibilità finanziarie a livello regionale connesse all’accordo sono di 100mila euro. E questi fondi sono destinati alle attività di volontariato dei richiedenti asilo”.
Sgomberiamo il campo da ogni dubbio: l’attività portata avanti per tutta questa settimana (finirà venerdì) da una cinquantina di nigeriani in zona Gad non rientra in alcun progetto finanziato pubblicamente. Gli stranieri visti all’opera, così come i ferraresi che hanno partecipato e che vorranno partecipare al loro fianco, non sono stati e non saranno in alcun modo retribuiti, mentre le poche ‘attrezzature’ necessarie all’operazione (sacchi e guanti di plastica) sono state acquistate e distribuite dal responsabile della comunità nigeriana Kevin Jakob. L’iniziativa è stata effettivamente decisa in seguito a un incontro tra Jakob, accompagnato da alcuni pastori religiosi nigeriani, e l’assessore Aldo Modonesi, accompagnato dal comandante della polizia municipale Laura Trentini. Scopo dell’incontro era quello di chiarire le dichiarazioni attribuite a Jakob da alcuni articoli della stampa locale e pensare a nuove strategie di integrazione della comunità nigeriana.
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