Evade dai domiciliari, 36enne finisce in carcere
L'uomo era sottoposto ai domiciliari per uno scippo commesso a Bologna. Trovato dai carabinieri fuori casa e in stato di alterazione, è stato trasferito nel carcere di Ferrara
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Con il mese di luglio ormai alle spalle, si sono concluse anche le due rassegne culturali di Portomaggiore, diventate da qualche anno un must del cartellone degli eventi estivi del territorio. Tirando le fila rispetto al loro andamento l’impatto che se ne ricava è quello di iniziative in crescita
Lo scrittore ferrarese Alessandro Carlini torna a Portomaggiore, città dove è nato, per presentare i suoi libri in dialogo con Graziella Fabbri. L'appuntamento è per giovedì 6 agosto, alle 21:15
La vicenda delle iscrizioni scolastiche a Portomaggiore torna in Consiglio comunale. Roberto Badolato, capogruppo di Uniti per Portomaggiore, ha presentato un'interpellanza intitolata "Emergenza inclusione scolastica"
Con l’avvicinarsi dell’Antica Fiera 2026 di Portomaggiore, il Comune annuncia l’iniziativa che anticipa l’inizio dell’attesa manifestazione
Portomaggiore. Ad un anno di distanza dalla sua apertura il contenzioso fra la Cooperativa Kcs di Bergamo e Fp-Cgil e Cisl-Fp di Ferrara è ancora in alto mare. La vertenza riguarda le Operatrici Socio Sanitarie che lavorano nella Casa di Riposo Carlo Eppi di Portomaggiore (la casa di riposo prospiciente la Casa della Salute di Portomaggiore) che, secondo i sindacati, non hanno avuto il corretto inquadramento nella categoria C2 che il Contratto nazionale delle coop sociali e le regole dell’Accreditamento della Regione Emilia Romagna, prevedono per chi opera in quelle strutture.
“Non solo – aggiungono i due sindacati in una nota – ma la cooperativa, per aggirare il problema e per poter sostenere che l’inquadramento nella categoria superiore non è dovuto, ha addirittura stabilito mansioni inferiori per queste operatrici, solo quando lo ritiene opportuno naturalmente. La notte, quando in servizio ci sono solo loro, gli ospiti hanno la fortuna di poter contare sulla professionalità e coscienza delle dipendenti che vigilano sul loro benessere da tutti i punti di vista, chiamando il medico se l’ospite sta male o addirittura attivando il 118 quando si rendono conto che le condizioni lo impongono. Queste non sono attività alberghiere – sottolineano Fp-Cgil e Fp-Cisl – ma richiedono le competenze socio sanitarie che le lavoratrici possiedono e possono esercitare, ma che la Cooperativa non vuole riconoscere, contrariamente a quanto succede in tutte le altre cooperative del territorio”.
Una critica, quella dei sindacati, che non riguarda solo la coop: “Davanti a tutto questo la politica, come spesso accade, tace – affermano -. Nonostante il coinvolgimento dell’Ufficio di Piano del Distretto (struttura pubblica di coordinamento che esercita funzioni tecnico-amministrative e gestionali relative ai piani di zona) e la valutazione dell’Otap (Organismo Tecnico di Ambito Provinciale che ha un ruolo tecnico e quindi fa verifiche ed esprime valutazioni, relativamente alla corrispondenza ai criteri di accreditamento) che hanno rilevato appunto come le attività svolte dalle lavoratrici siano effettivamente socio sanitarie, nulla si è modificato e nessuno ha voluto esprimersi contro questo atteggiamento incomprensibile della Cooperativa. Eppure – osservano le due organizzazioni – la Casa di riposo Carlo Eppi gode di buona fama nel territorio e non sono mai stati rilevati a carico di nessuno dei dipendenti, comportamenti scorretti o inadeguati, come invece la cronaca ci ha purtroppo mostrato in altre strutture, anche gestite dalla Cooperativa Kcs. Chi può attribuirsi il merito? Chi gestisce o chi quotidianamente mette a disposizione le proprie competenze per il benessere degli ospiti”.
“Anche oggi – concludono con amarezza i sindacati – 1 maggio 2016, le Oss del Carlo Eppi hanno poco da festeggiare. Nel giorno della festa del lavoro, dei lavoratori e delle lavoratrici, queste persone non vedono riconosciuta la dignità della propria attività lavorativa”
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