All’alba tra i braccianti: così le Brigate del Lavoro fanno arretrare il caporalato
La segretaria nazionale Flai Cgil Silvia Guaraldi fa il punto sul modello ferrarese: "Agribus e rete territoriale sono un esempio da esportare"
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Procedono gli interventi di riqualificazione stradale in prossimità della nuova rotatoria all’incrocio tra piazza del Popolo, via Dante Alighieri, via Giosuè Carducci e via Fiorini
È di sette feriti il bilancio del grave incidente stradale avvenuto all'alba di oggi, venerdì 3 luglio, a Pilastri di Bondeno, lungo via Suore Redena
I familiari di Maurilla Zona, la 52enne di Coccanile deceduta poche ore dopo essere rientrata a casa dal pronto soccorso, hanno presentato una denuncia ai carabinieri di Ambrogio. L'obiettivo è chiedere all'autorità giudiziaria di ricostruire con precisione l'intera sequenza degli eventi
Prosegue l’iter per la valorizzazione della chiesa romanica di San Venanzio, gioiello architettonico-artistico incastonato nelle campagne copparesi e meta di visitatori e turisti
Copparo. “Petaloso”. Mai sentita questa parola? Molto probabilmente no, a meno che non vi chiamiate Matteo, oppure non siate un suo compagno di classe o la sua maestra.
Il giovane alunno delle scuole primarie di Copparo ha affrontato con ingegno un compito sugli aggettivi assegnato dalla maestra Margherita Aurora, scrivendo che un fiore era, appunto, “petaloso”. La maestra, intrigata, ha allora deciso di inviare il nuovo lemma all’Accademia della Crusca per una valutazione, e la Crusca ha risposto.
“Caro Matteo – scrive Maria Cristina Torchia, della redazione Consulenza linguistica – la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole formate nello stesso modo”. Gli esempi: peloso (pelo + oso) o coraggioso (coraggio + oso). “La tua parola è bella e chiara”, continua la Crusca che spiega come fa una parola ad entrare nel vocabolario. “Bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a scrivere e dire “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano”.
E non sarebbe neppure la prima volta, la Crusca stessa suggerisce la lettura del libro Drilla di Andrew Clemens: “Racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario”.
E allora, per dargli una mano nell’impresa, lanciamo l’hashtag #petaloso.
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